Categoria: <span>Intelligence</span>

La Valutazione delle Informazioni

Da sempre l’uomo è stato ossessionato dalla ricerca spasmodica della verità che, nel tempo, si è trasformata progressivamente e – più o meno –inconsciamente in una ricerca della menzogna. Da metodi ortodossi a tecnologie illusorie, valutare la credibilità di una persona è un’attività “cara” all’intelligence, così come comprovare alcune dichiarazioni o informazioni. Il processo di analisi investigativa non è automatico e le variabili da considerare sono alquanto articolate nelle sue molteplici dimensioni: emotive, cognitive, sociali, temporali e spirituali. Le cose si complicano ulteriormente quanto le informazioni e, più in generale, la comunicazione vengono mediati dallo strumento più diffuso, consueto del nostro quotidiano: il telefono. Come realizzare una valutazione in caso di telefonate di emergenza in cui la comunicazione tra gli interlocutori non avviene di persona, quindi senza la possibilità di guardarsi in volto? Come cogliere segnali rivelatori di menzogna? Quando e perché una conversazione telefonica può risultare “sospetta” nel suo contenuto informativo?

Leggi l’intero lavoro su … Catalogo | Società Italiana di Intelligence (socint.org)

Capacità nascoste della mente e Intelligence

RENDE (10.12.2022) – “Intelligence e spionaggio psichico durante la guerra fredda” è il tema della lezione tenuta dallo psicologo e saggista Mirco Turco al Master in Intelligence dell’Università della Calabria diretto da Mario Caligiuri. Partendo dalla considerazione del Premio Nobel per la fisica Max Planck  il quale sosteneva che fosse utile accertare tutti i fenomeni, anche quelli parzialmente spiegabili, Turco ha illustrato il contesto culturale dei fenomeni paranormali sviluppatosi tra l’Otto e il Novecento, in cui è emerso che non sempre si possono spiegare i “fenomeni particolari” con il metodo scientifico classico. Ha poi ricordato che i numeri solo un’invenzione umana per dare ordine alle cose. Per spiegare alcuni fenomeni definibili come paranormali e che riguardano alcune operazioni di intelligence, come la Visione Remota, Turco invita ad avere apertura mentale. Dei fenomeni psichici già parlava Democrito nell’antica Grecia, Cicerone nell’epoca romana fino a Francesco Bacone nel Seicento, che, attraverso l’indicazione dei “legami di pensieri”, anticipava il metodo statistico e la sua possibile applicazione per verificare scientificamente le capacità psichiche. Freud scrisse due saggi sui fenomeni occulti e Carl Gustav Jung sviluppò il concetto di sincronicità, in armonia con fisici premi nobel come Wolfang Pauli. Il docente ha poi ricordato il pensiero di Albert Einstein,  quando affermava che “parlare di passato, presente e futuro è un’ostinata illusione”. Pertanto, secondo Turco, i fenomeni extrasensoriali sono verificabili e non costituiscono delle semplici convinzioni, tant’è che tramite l’uso di droghe specifiche e quindi psichedeliche si possono sperimentare stati alterati di coscienza. Approfondendo il merito della lezione, il docente ha ripercorso alcuni esperimenti sui poteri nascosti della mente condotti durante la Guerra Fredda.
Tra i tanti esempi proposti, ha ricordato il progetto statunitense denominato “Stargate”, che ha riguardato lo sviluppo delle “spie psichiche”, sostenuto da università e dalla CIA, con Russell Targ, Harold Puthoff e Jessica Utts. Il governo degli Stati Uniti ha reso noti alcuni risultati del progetto nel 1994. Nello stesso ambito di studi e ricerche, anche l’Unione Sovietica investiva centinaia di milioni di rubli per sviluppare le abilità psichiche degli operatori della sicurezza nazionale e del controspionaggio. Si parlava, infatti, di “settimo senso”, che emergeva attraverso l’addestramento e l’esercizio, come illustra anche l’ex agente dei servizi segreti americani Leonard Buchanan.
La Defence Intelligence Agency cominciò a temere che i russi potessero disporre di persone con “poteri particolari” capaci di leggere informazioni a distanza e quindi capaci di impossessarsi di notizie strategiche e riservate. Addirittura si pensava che alcuni potessero causare incidenti a distanza, sabotando mezzi e attrezzature. Vennero quindi mobilitate le università e nei primi anni Ottanta, la Facoltà di Scienze Applicate di Princeton istituì un laboratorio sulle capacità extrasensoriali e l’Università di Yale produsse numerose ricerche. Turco ha poi citato decine di esempi di come, dall’Est all’Ovest, sono state impiegate le facoltà paranormali in azioni di spionaggio, riportate nel suo volume “Intelligence e spionaggio psichico. Tra storia, psicologia e fisica quantistica”, pubblicato quest’anno. Tra gli esempi citati anche quello del generale americano James L. Dozier rapito dalle Brigate Rosse nel nostro Paese nel 1981, così come ha ricordato che nel 1992 la stampa mondiale riportò la notizia che i sovietici avevano realizzato una macchina psicotronica, in grado di uccidere a distanza.
Secondo Turco, si può asserire che lo studio di tali aspetti riguardi i Servizi di intelligence di diversi paesi del mondo, ma in questo momento si ignora quale possa essere il Paese all’avanguardia nel settore. In Italia, ricercatori di spicco in queste materie sono stati Umberto Di Grazia, che per anni ha collaborato al progetto Mobius Group di Los Angeles, ed Ernesto Bozzano, che  parlava di Telestesia, la cognizione di fenomeni non percepibili dai comuni cinque sensi. Nel 2004, a Milano è stato attivato un corso di laurea in psicologia dell’insolito con un comitato scientifico composto da Piero Angela Margherita Hack, Tullio Regge, Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia.
Turco ha concluso la sua lezione sostenendo che “in una fase di grandi cambiamenti ed evoluzioni, concentrarsi sulle capacità nascoste della mente e sullo sviluppo delle facoltà umane, insidiate dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, potrebbe essere un’area di impegno non secondaria per le agenzie di Intelligence.”

Cosa sono i fenomeni Extrasensoriali

In anteprima, l’indice del mio ultimo libro che affronta tematiche alquanto affascinanti, pregne di mistero e di enigmi irrisolti. “Intelligence e Spionaggio Psichico” rappresenta un saggio unico che spazia da casi davvero fantascientifici, a progetti di ricerca segreti, sino alle teorie più accreditate sui fenomeni ESP o extrasensoriali. Insomma, cose da non credere …

1 Storia di Spie e Segreti
2 Spionaggio Psichico e Fenomeni esp: una rilettura storica
3 Alcune tappe storiche sulla ricerca psichica
4 Una premessa fondamentale
5 Come in un film di fantascienza
6 Dalla fisica classica alla fisica quantistica
7 Stargate project
8 La ricerca militare sulla visione a distanza
9 Da segreto a dominio pubblico
10 Una minaccia militare?
11 I fenomeni esp tra NASA e CIA
12 Esercito e Fenomeni esp 
13 Wolf Messing, il grande telepata amico di Stalin
14 Ingo Swan e la Visione Remota
15 Ipnosi a distanza e Ipnosi silenziosa
16 Parola di SPYPSY, Spia Psichica
17 Che cos’è la coscienza
18 Che cos’è la visione a distanza-RV
19 Fenomeni esp ai confini della Scienza
20 Inquadramento a-critico dei fenomeni esp 
21 Il fenomeno dell’inibizione latente
22 C.G. Jung e la Parapsicologia
23 Facoltà psichiche e sistema nervoso
24 Pre-sentimento e Pre-cognizione
25 Quantum Mind e non località
26 Come si spiegano i fenomeni esp
27 Fenomeni esp e Psicopatologia
28 La disposizione olografica dell’Universo
29 Mente cognitiva, mente somatica e mente di campo
30 Olarchie, Cervello Globale e Campo Morfico
31 Il campo energetico umano
32 Mondi paralleli
33 Sincronicità e legge dell’Universo
Verso una conclusione?
Bibliografia 

 

Criminal, in partenza un nuovo corso

Per il 2021 si intende organizzare e realizzare un corso di formazione specialistico in criminologia, criminalistica, investigazione, intelligence e sicurezza dal titolo CRIMINAL. Il corso sarà erogato in collaborazione con il Forensics Group, partner tecnico scientifico e altri enti nazionali e internazionali e prevede la partecipazione di esperti e specialisti di alto livello in una prospettiva di collaborazione e rete multidisciplinare. Il corso di formazione offre la possibilità di frequentare i singoli seminari specialistici/moduli o l’intero percorso. Per ogni seminario/modulo verrà rilasciato l’attestato di partecipazione e il materiale didattico che sarà fornito dal docente esperto. Ogni singolo seminario/modulo avrà la durata di 2h e sarà interamente online (piattaforma in fase di definizione). 

CRIMINAL rappresenta:

– un percorso unico e multidisciplinare con tanti esperti e professionisti del settore.

Un percorso flessibile e pragmatico con studio e approfondimento in materia di Criminologia Applicata, Criminalistica, Investigazione, Intelligence e Sicurezza.

Una formazione ricca di testimonianze, casi pratici, lezioni magistrali, laboratori.

– La possibilità di frequentare singoli seminari specialistici professionalizzanti.

– L’opportunità di conseguire attestati e certificazioni specialistiche.

Criminal è articolato nel seguente modo:

  • 20 Moduli da 2 H, per un totale di 40 ore formative

  • 20 attestati di partecipazione

  • 1 attestato di partecipazione aggiuntivo per chi partecipa al Corso completo (“pacchetto gold”)

  • Materiale didattico specialistico fornito dai docenti esperti per ogni modulo/seminario seguito

  • Manuale Criminal, Criminologia, Criminalistica, Investigazione, Intelligence e Sicurezza (2020). A cura di Mirco Turco. Primiceri editore, (626 pp, valore 38 euro) per chi sceglie il pacchetto silver e gold”.

PER INFO E DETTAGLI CONTATTAMI

 

CRIMINAL, Il nuovo Manuale per il moderno Investigatore del Crimine

I primi di Dicembre uscirà il nuovo Manuale per il moderno Investigatore del Crimine, a cura di Mirco Turco, con tanti Autori ed Esperti del settore, edito da Primiceri. CRIMINAL è un’opera imponente che raggruppa contributi specialistici del settore criminologico, di quello investigativo e della sicurezza, con particolare attenzione anche alla criminalistica e all’intelligence. 626 pagine ricche di contenuti, riferimenti pratici e spunti di riflessione che abbracciano la scienza forense, trasportandola sapientemente nei moderni scenari del crimine.

L’opera contiene l’importante prefazione del Prof. Francesco Bruno, colonna portante della Criminologia Italiana e i contributi di esperti che offrono, in un’ottica multidisciplinare, uno strumento chiaro, pragmatico ed essenziale per il moderno investigatore del crimine.

In anteprima, vi offriamo l’indice generale di CRIMINAL:

SEZIONE CRIMINOLOGIA

ELEMENTI DI ANTROPOLOGIA CRIMINALE

CRIMINE E FOLLIA

IMPUTABILITÀ E CAPACITÀ MENTALE NEL PROCESSO PENALE

CRIME SCENE INVESTIGATION

ELEMENTI DI MEDICINA LEGALE E FORENSICS PATHOLOGY

ELEMENTI DI CRIMINAL PROFILING

SETTE SATANICHE E CULTI DISTRUTTIVI

LA VITTIMOLOGIA, TRA CRIMINOLOGIA E INVESTIGAZIONI

SEX CRIMES

MAFIE ESTERE IN ITALIA

DELITTI IN FAMIGLIA

SEZIONE CRIMINALISTICA

ELEMENTI DI BPA- Bloodstain Pattern Analysis.

ELEMENTI DI ENTOMOLOGIA E GEOSCIENZE FORENSI

ELEMENTI DI MOBILE FORENSIC

ELEMENTI DI FONETICA E FONOLOGIA FORENSE

ELEMENTI DI BALISTICA FORENSE

ELEMENTI DI DATTILOSCOPIA FORENSE

ELEMENTI DI GRAFOLOGIA GIUDIZIARIA

ELEMENTI DI TOSSICOLOGIA FORENSE

SEZIONE INVESTIGAZIONE

LA RACCOLTA DI NOTIZIE, L’ INTERROGATORIO E LA TESTIMONIANZA

IL SISTEMA FACIAL ACTION CODING SYSTEM NELL’INVESTIGAZIONE E NELLA SICUREZZA

CRIME MAPPING

SEZIONE INTELLIGENCE

STORIA DI SPIE E SEGRETI

INTELLIGENCE E INVESTIGAZIONI DIGITALI

IL NOSTRO NATURALE REPERTORIO COME STRUMENTO DI

INTELLIGENCE APPLICATA

OPEN SOURCE INTELLIGENCE

COMPETITIVE INTELLIGENCE: ELICITATION

SEZIONE SICUREZZA

PSICOLOGIA, SICUREZZA E RISCHIO

PSICOLOGIA E DIFESA PERSONALE

STRESS, CRITICAL INCIDENT & STRATEGIC MANAGEMENT

DRONES & URBAN SECURITY

SECURITY AZIENDALE & RISK MANAGEMENT: UN APPROCCIO SOCIO-CRIMINOLOGICO

RICERCA E SVILUPPO


Conclusione

Una raccomandazione finale


Anteprima CRIMINAL, il nuovo Manuale

 

HIC SUNT DRACONES”

Mi piace molto questa espressione che, a quanto pare, veniva associata alle carte geografiche antiche per indicare le zone ancora inesplorate!

Si segnava così un confine, un limite quasi invalicabile. Al contempo, un avvertimento, un invito a fare attenzione. Sappi che fin qui ci sono le terre sino ad ora esplorate. Di là in poi inizia l’oscurità, il non ancora conosciuto, l’inesplorato e forse l’inesplorabile. Ma se tale locuzione può rappresentare in modo ammaliante un limite, è anche un vero invito, poiché i confini sono fatti, probabilmente, anche per essere oltrepassati …

Mi piace così pensare che oltre, esiste molto altro, indipendentemente dalle convinzioni, aspettative, pigrizie e speranze.

Hic sunt dracones ci apre verso nuovi orizzonti e ci rende ugualmente responsabili di decidere. O forse, è mera illusione, solo una carezza per la nostra anima, per il nostro ego e l’inevitabile onnipotenza!

A voi la scelta …

Questa brevissima nota introduce CRIMINAL, il manuale scritto in un periodo di forte restrizioni a causa della pandemia che ha disorientato menti, cuori e spiriti. Un’opera (ennesima! esclamerebbe qualcuno) realizzata grazie all’editore Salvatore Primiceri, che in primis, ha creduto nel mio progetto! Anche altri amici e professionisti si sono uniti, per dimostrare, anche in periodi di stallo esistenziale, che la mente è sempre attiva e che occorre fare sempre qualcosa in più, anche quando il tempo si impigrisce, quando gli scenari diventano funesti e quando la speranza sembra addormentarsi.

Quale cosa migliore, allora, se non quella di realizzare un libro, un manuale che abbraccia discipline suggestivamente complesse e affascinanti, che tocca temi arcaici e ugualmente moderni, con lo scopo nobile di dare un senso al comportamento umano e alla stessa esistenza. Un libro, come tanti altri, diventa uno strumento di conoscenza e di pratica scientifica, una nuova risorsa stimolante e motivante, un nuovo albero piantato con speranza …

L’approccio utilizzato nella stesura del nostro manuale è di tipo multidisciplinare, nella convinzione che il sapere dichiarato e democraticamente condiviso, possa essere solo un vantaggio e arrecare una vera spinta verso il progresso della scienza e dell’intera umanità.

Alcune ricerche mostrano che quando gruppi di persone sono impegnati in attività in cui sono fortemente concentrate, l’attività coerente delle loro menti si riflette sul comportamento degli RNG (generatori di numeri casuali), con momenti di ordine insolito dei dati. In questi momenti, gli esseri umani trascendono i propri limiti individuali!

Mi piace dare questa spiegazione, quanto mai eccentrica, quando ripenso a questo lavoro e soprattutto a coloro (quel gruppo di persone e menti) che hanno collaborato: un ringraziamento caloroso e sincero va al Prof. Francesco Bruno, leggenda vivente del mondo della Criminologia italiana; al Prof. Francesco Sidoti, che ad una prima lettura, ha definito il manuale “un’opera imponente”; ad Alessandra Abatelillo, avvocato, esperta criminologa e grafologa, per la sua elevata professionalità e sentita passione verso le scienze criminologiche; a Luigi Bisogno, che rappresenta una vera autorità nel campo della Dattiloscopia Italiana e anche oltre; a Federica Candelise, avvocato matrimonialista ed esperta in criminologia, con cui ho condiviso, da subito, un’ amichevole energia e una risonante fiducia; a Sabatino Coluccia, impegnato costantemente nel settore della Sicurezza Urbana attraverso quelle che mi piace poteticamente definire “macchine volanti” (droni); a Francesco Esposito, criminologo e ricercatore creativo, per aver inspessito il volume con argomenti, sovente, poco trattati e considerati; a Roberto Lazzari, per la puntuale competenza e amichevole collaborazione in un settore “esplosivo”; a Giuseppe Lodeserto, tra i maggiori esperti Italiani in Digital Forensics, a Marco Magliozzi, collega puntuale e attento conoscitore della Psiche umana; a Federica Perrucci, che con sana umiltà, amicizia e grande professionalità segue da sempre il settore criminologico e della sicurezza; ad Amira Radulescu, amica dell’est Europa e grande professionista impegnata in settori scientifici alquanto delicati.

Ringrazio poi, il potenziale lettore che esclamerà impronunciabili parole vedendo le circa 700 pagine che lo attendono … Ma in fondo, è proprio come si dice: chi scrive, ha un bisogno impellente di sbarazzarsi di qualcosa!

clicca sull’IMG per preordinarlo

Che cos’è la Precognizione

PRE-SENTIMENTO E PRE-COGNIZIONE

(Capitolo di un mio saggio specialistico in fase di pubblicazione. Tutti i diritti riservati)

Il presentimento suggerisce un presagio, un vago sentimento, sovente di pericolo, una percezione intuitiva che qualcosa stia per accadere.

Tale esperienza potrebbe riguardare anche la percezione del futuro?

Una meta-analisi condotta intorno agli anni 90, da parte di Charles Honorton e Diane Ferrari, ha cercato di rispondere a tale questione. Si è utilizzato un test a scelta forzata in cui, veniva chiesto ad una persona di indovinare quale tra i numeri fissati per i possibili bersagli poteva essere scelto in seguito, in modo casuale.

I ricercatori trovarono a sostegno di tali studi anche una vera e propria banca dati di circa 2 milioni di prove individuali, a cui parteciparono oltre 50 mila soggetti.

Successivamente, presso l’Università di Edimburgo continuarono tali indagini, con lo scopo di confrontare anche la percezione di bersagli nascosti nel presente e la percezione di bersagli nascosti nel futuro (precognizione) (F. Steinkamp, J. Milton e R.L. Morris, 1998), trovando che le percezioni extrasensoriali si verificavano con la medesima forza.

Il seguente esperimento interessante, spiega il fenomeno della precognizione. Mentre la conduttanza della pelle vene monitorata, il partecipante preme un pulsante. Cinque secondi più tardi, il computer decide, casualmente, se scegliere un’immagine a forte impatto emozionale, o un’immagine calma. L’attività precognitiva si manifesta come una salita nella conduttanza della pelle prima delle immagini a fronte contenuto emotivo, ma non prima delle immagini calme.

Altre ricerche hanno dato ulteriori conferme, ma la precognizione fa infuriare tutti gli scienziati “classici”, poiché rappresenterebbe una sfida al senso comune riguardo alla credenza sulle casualità e sul tempo.

Tra il 1998 e il 2000 sono stati condotti diversi studi sulla precognizione presso l’Interval Research Corporation nella Silicon Valley. In sostanza, presso un laboratorio di ricerca elettronica di Paul Allen (Co-fondatore della Microsoft). Il laboratorio vantava oltre 200 scienziati rinomati. Il premio Nobel Kary Mullis partecipò ad uno di questi esperimenti e in un’intervista dichiarò: “sono stato in grado di vedere il futuro circa 3 secondi prima che accadesse! … è da brividi … tutto ciò è ai confini della fisica!”.

La teoria della mente proposta da Hameroff e Penrose dell’Università di Edimburgo, ipotizza che i processi della coscienza dovrebbero essere presenti anche nel cervello di forme di vita minuscole, come gli insetti. Poiché si pensa che i cambiamenti nei livelli di impedenza della pelle siano correlati ad uno stato interiore di coscienza, è ipotizzabile che tali variazioni possano essere osservate anche in specie evolutivamente più basse?

Wildey eseguì, a tal proposito, oltre 200 esperimenti con i vermi, riscontrando che i cambiamenti nell’impedenza della pelle si verificano ugualmente come negli uomini, con una differenza in termini di secondi.

Più tardi, nel 2004, nelle rivista Journal of Alternative and Complementary Medicine, furono riportati alcuni studi ed esperimenti sulla precognizione che usavano non solo la misurazione della conduttanza elettrica della pelle, ma anche quella del battito cardiaco e quella dell’attività cerebrale (McCraty et al. 2004).

Fu scoperto che il cuore è coinvolto direttamente nel processo d’informazione su uno stimolo emozionale futuro qualche secondo prima che il corpo sperimenti effettivamente lo stimolo. Sembra che il cuore sia interessato direttamente nella percezione degli eventi futuri. In ogni caso, il cervello non agisce da solo.

Nel 2003 i fisici Spottiswoode e May pubblicarono una serie di studi sulla precognizione che prevedevano stimoli sonori anziché quelli visivi. Ipotizzarono così che il numero di fluttuazioni nella conduttanza cutanea dei partecipanti, prima dello stimolo audio, sarebbe stato più elevato rispetto al numero di fluttuazioni prima dei momenti di silenzio. La loro ipotesi fu confermata con un indice di probabilità contro la casualità di 1250 a 1.

Lo psicologo Dick Birman dell’Università di Amsterdam condusse, a sua volta, una serie di ulteriori sperimentazioni sulla precognizione attraverso la fMRI1, confermandone ulteriormente l’esistenza. Esistono altre evidenze, anche piuttosto singolari, sul fenomeno della precognizione.

A tal proposito, è interessante notare che i quattro velivoli che si schiantarono sulle Torri Gemelle, il Pentagono e in Pennsylvania, l’11 settembre, avevano stranamente pochi passeggeri a bordo!

Altri studi su incidenti eclatanti, mostrano strane coincidenza e i dati sembrano fornire una forte evidenza del fatto che le persone riescono, in talune circostanze, a usare preventivamente l’intuizione. I voli avevano, di fatto, il 52% dei posti occupati e la percentuale complessiva era solo del 31%. Fortunatamente o stranamente!

I sogni premonitori sono probabilmente l’evento medianico più comune. Esiste un complesso numero di evidenza per questo tipo di fenomeni. Ma un sogno può essere considerato precognitivo quando non è causato da un residuo diurno, da un desiderio, da paure o ansie. Un sogno precognitivo non è una profezia, ma una previsione che si basa su dati disponibili o “linee di universo”.

La precognizione è un avvenimento comune a livello atomico e subatomico.

Esistono evidenze che mostrano come alcune abilità psichiche furono utilizzate per fare soldi in Borsa (December Silver). I risultati furono sorprendenti tanto che meritarono la pagina del The Wall Street Journal. Nel 1983 uscì anche un film per la BBC Horizon. Successivamente, si trasformò in un programma della PBS NOVA intitolato “Il caso ESP”. Negli anni, i file del film e dei programmi televisivi scomparvero misteriosamente.

La principale applicazione odierna sarebbero le scommesse sportive e diverse persone sostengono di sbarcare il lunario con tale attività (R. Targ, 2017, pag. 146-147).

Le capacità medianiche furono anche applicate in altri e svariati contesti. Da annoverare che C. Leadbeater e A. Besant della Theosophical Society in India, eseguirono un sorprendente esame psichico al microscopio della struttura interna di molti atomi della tavola periodica. Besant pubblicò il suo “esame psichico” in un articolo intitolato Occult Chemistry (Chimica Occulta) nella rivista Lucifer nel 1895.

Nel 1907 tali autori furono i primi a descrivere due delle tre forme isotopiche dell’idrogeno, sei anni prima che F. Soddy ipotizzasse che potevano persino esserci cose come isotopi! (R. Targ, 2017, p. 202).

1 Le aree del cervello che sono più attive hanno livelli di ossigenazione nel sangue più alti rispetto alle porzione del cervello meno attive (BOLD: Blood Oxygeneration Level Dependent).

(continua) …

Che cos’è la Visione a Distanza

CHE COS’ È LA VISIONE A DISTANZA,

RV, REMOTE VIEWING

La visione a distanza o remote viewing è un’abilità che viene classificata tra i fenomeni parapsicologici.

Nel Vecchio Testamento si racconta di come il profeta Eliseo usasse le sue facoltà esp per salvare i soldati di Israele da cocenti sconfitte militari.

Da un luogo isolato, colui che vede a distanza è capace di dedurre le caratteristiche approssimative di un obiettivo lontano.

La visione a distanza ha una lunga storia, che risalirebbe agli antichi greci, ed è stata oggetto, come già ampiamento descritto, di studi e approfondimenti recenti a partire dalla CIA, fondatrice, tra l’altro, di un gruppo di ricerca nei primi anni ’70.

Sebbene si creda che alcune persone “dotate” abbiano una predisposizione alla visione a distanza, si afferma, parallelamente, che chiunque possa acquisire e migliorare tale abilità con la pratica.

A tal riguardo, M. B. Mensky, doctor of Science, afferma che esisterebbe un modello della mente umana attraverso il quale sarebbe possibile ottenere informazione da tutte le altre realtà “classiche”1 e selezionare, di conseguenza, le realtà favorevoli. Tale modello si estrinsecherebbe attraverso il sogno, la trance ipnotica, la meditazione, ovvero quando la coscienza subisce uno stato di “disabilitazione” o “alterazione”.

Lo stesso autore crede che la mente umana sia un fenomeno di “trans-universo” che limita, di fatto, le varie alternative. “Il cervello servirebbe come interfaccia tra il corpo e la coscienza, ma il livello più profondo di coscienza non è funzione del cervello”. Poi, continua: “… la principale caratteristica della coscienza è la sua abilità, superando la separazione delle alternative, di seguire ognuna di esse fino al momento distante nel futuro, trovare quali alternative forniscano la sopravvivenza e scegliere queste alternative escludendo le restanti. L’evoluzione della materia vivente è quindi determinata non solo da cause, ma anche da obiettivi, prima di tutto l’obiettivo della sopravvivenza e il miglioramento della qualità della vita!

In Italia, degni di nota sono gli studi e le ricerche di Ernesto Bozzano che parla di Telestesia. Nell’introduzione dell’opera Dei Fenomeni di Telestesia, del 1942, così sostiene:

Nel glossario preposto all’opera maggiore di Federico Myers, viene circoscritto in questi termini il significato della parola “Telestesia”: “percezione a distanza, la quale implica una visualizzazione diretta di cose, o una percezione di condizioni indipendentemente da ogni via sensoria e in circostanze tali da escludere che le cognizioni acquisite traggano origine da una mentalità estrinseca al partecipante”.

Analogamente, il professor Rchet ne delimita il significato in questi termini: “Cognizione da parte di un dato individuo di un fenomeno qualunque non percepibile o conoscibile coi sensi normali, e in parti tempo estraneo a qualsiasi trasmissione mentale cosciente ed incosciente”.

(…) La presunzione della “lettura o trasmissione del pensiero” appare fondata nella grande maggioranza dei casi. Giova, infatti, tenere presente che nella lucidità dell’ordine considerato, non si ottengono soltanto visualizzazioni di cose o di ambienti lontani, ma bensì percezioni del temperamento, del carattere, dello stato emozionale, affettivo, mentale dell’individuo lontano.

(…) Osservo nondimeno come anche nella circostanza dei fenomeni di telestesia, tutto concorra a provare che non si tratti di visione propriamente detta, e neppire di visione indiretta pel tramite dei centri ottici, ma bensì di visualizzazioni: allucinatorie veridiche (che il professor Hyslop denominerebbe “immagini pittografiche”) trasmesse dalla personalità subcosciente (e in via eccezionale da entità disincarnate), a scopo d’informare la personalità cosciente su ciò che la interessa. Dimodichè rimarrebbe da risolvere l’arduo quesito vertente sul modo in cui la personalità subcosciente perviene ad entrare in rapporto con l’oggetto o con l’ambiente lontani ini guisa da percepirli, o in guisa da conoscerli, o in guisa da informarsi intorno ad essi.

1 I mondi paralleli di Everett.

(continua) … presto un mio saggio specialistico sulla materia.

Criminal Meet

 

Nasce un nuovo progetto!

Raccogliere idee e trasformarle in qualcosa di utile, pragmatico e “sano” è stato sempre un mio obiettivo. Oggi, ho deciso di lanciare CRIMINAL MEET, ovvero una “collana” editoriale, facilmente fruibile ed accessibile tramite KINDLE (tra l’altro GRATIS per gli abbonati) con tematiche specifiche legate alla CRIMINOLOGIA, ALL’INVESTIGAZIONE E ALLA SICUREZZA. Ogni uscita sarà tematica ed avrà, in copertina, la stessa grafica – brand- con un “gatto nero” (in realtà non mi piacciono i gatti!).

Già pronto il 1° volume su CRIME SCENE INVESTIGATION & BLOODSTAIN PATTERN ANALYSIS.

 

 

 

 

 

 

Droni e Scena del Crimine

DRONI E SCENA DEL CRIMINE

Introduzione.

 

L’utilizzo e l’impiego del drone in ambito forense e più nello specifico nel settore criminologico è quanto mai attuale.

I modelli e le applicazioni di tali piccole macchine volanti sono davvero fenomenali e, negli ultimi tempi, si stanno moltiplicano esponenzialmente. Ciò sta creando, indubbiamente, un vorticoso susseguirsi tra tecnologi innovatori e garanti o “giustizieri” della privacy. In tale prospettiva, non dimentichiamo neanche tutti coloro che, probabilmente frustrati nel gioco in età precoce, presumono di acquistare e utilizzare tali giocattolini per finalità banali o poco nobili, incorrendo in realtà, in abusi e violazioni di legge.

Insomma, il famoso drone o meglio APR, sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto, sta creando nuovi scenari e impensabili dinamiche.

Sorvolando sugli aspetti squisitamente normativi, tra l’altro, in piena evoluzione e su quelli meramente tecnici, il drone può, di fatto, essere pragmaticamente impiegato per differenti finalità in ambito criminologico e soprattutto in fase di investigazione sulla scena del crimine:

  • rilevare e fotografare la scena del crimine secondo una prospettiva privilegiata, ovvero, dall’alto;
  • evitare contaminazione e inquinamento della crime scene;
  • raggiungere alcune zone ritenute inaccessibili o comunque impervie;
  • proteggere e sorvegliare la crime scene.

Per comprendere meglio come l’impiego professionale di droni può contribuire alle scienze forensi, andiamo per gradi, ripercorrendo proprio cos’è una scena del crimine, cosa sono i rilievi e gli accertamenti, come si può condurre una modalità di ricerca e cos’è il repertamento delle tracce.

 

La scena del crimine.

Un crimine può celare innumerevoli dubbi, problematiche da risolvere e quesiti a cui dare almeno una risposta. Questo, non solo sul versante investigativo o forense, ma anche per amore verso la verità!

Di notevole rilevanza è il luogo in cui un crimine viene commesso, o spazio in cui “comincia” l’azione criminale. Si parla, a tal proposito, di crime scene o scena del crimine.

La scena del crimine può essere considerata uno spazio preciso, contenitore della maggior parte delle informazioni e dei dettagli necessari all’investigazione. Una scena del crimine è un luogo in cui è avvenuto almeno un fatto criminoso e dove in spazi e tempi specifici e definiti, più attori si trovano coinvolti in determinate dinamiche mosse da almeno una motivazione. Essa comprende l’area nella quale possono essere recuperate alcune prove da parte della polizia scientifica e dagli scienziati forensi (Turco et al. 2016).

Partendo da tale definizione, una crime scene può essere, di fatto, un qualsiasi posto, sia al chiuso che all’aperto. Le scene del crimine all’aperto (esterne) sono quelle più problematiche da analizzare e gestire, poiché potenzialmente contaminate dagli agenti naturali come pioggia, vento o calore, così come all’attività degli animali. Inoltre, sovente, una scena del crimine all’aperto potrebbe presentare degli ostacoli (naturali o artificiali) per essere raggiunta, analizzata e studiata.

Ogni scena del crimine ha, comunque, un carattere di unicità, pur risultando opportuna una distinzione tra scena del crimine primaria e secondaria.

La scena del crimine primaria è quella relativa al luogo o ai luoghi in cui ha avuto origine l’attività criminale. La scena secondaria è, invece, semplicemente collegata in qualche modo al crimine o agli atti criminosi compiuti.

Continuando nelle definizioni e precisazioni, esistono, inoltre, anche le zone di interesse investigativo, ossia quelle aree in cui l’autore del reato è sicuramente transitato e dove quindi potrebbe aver lasciato delle tracce.

Rilievi e accertamenti sulla crime scene.

L’importanza e il ruolo che nell’ambito del processo penale italiano assumono le indagini tecniche, si evincono dalla lettura degli artt. 348, 349 e 354. Tali norme disciplinano l’attività che deve essere svolta per garantire l’assicurazione delle fonti di prova, per effettuare l’identificazione delle persone e per eseguire gli accertamenti urgenti e i rilievi sullo stato dei luoghi e delle cose. Pertanto, un qualsiasi rilevamento sulla scena del crimine necessita, obbligatoriamente, di alcune precise fasi:

  1. La delimitazione: l’area viene generalmente delimitata con un nastro segnaletico posto lungo i confini del perimetro, per limitare l’accesso ai soli addetti sul luogo del crimine e al fine di preservare le prove del crimine o delitto. In tale fase, risulta evidente anche l’eventuale impiego pratico di un drone.
  2. La preparazione: vengono scattate alcune foto di quanto trovato, prima che avvenga la vera e propria analisi. Generalmente, dei marcatori numerati vengono posizionati vicino ad ogni prova per permettere l’organizzazione degli indizi. Fare uno schizzo della scena del crimine è anche una forma di documentazione. Gli investigatori accerteranno la posizione delle prove e di tutti gli altri oggetti nella stanza. L’utilizzo del drone, proprio in tale fase, faciliterebbe molto l’analisi e la raccolta di dati e informazioni prodromiche per il resto delle attività.
  3. La raccolta delle prove: le prove vengono raccolte con l’analisi degli elementi rinvenuti sul posto e con l’interrogatorio delle persone. Le prove possono essere degli oggetti e delle tracce lasciate dal colpevole e/o complici. Tutte le prove forensi vengono imbustate separatamente per evitare ogni tipo di contaminazione.

La polizia scientifica usa diversi strumenti e tecniche: si raccolgono le impronte digitali per mezzo della polvere magnetica, vengono raccolti DNA, altri fluidi corporei e capelli per analizzarli scientificamente in laboratorio; le impronte di scarpe e di pneumatici possono essere raccolte con il cemento dentale; le apparecchiature elettroniche vengono sequestrate per essere esaminate da un tecnico esperto. Anche i documenti presenti vengono raccolti per essere esaminati. Munizioni e armi vengono raccolte per fare confronti con le ferite e per gli opportuni esami balistici. Vengono scattate foto delle ferite da corpo contundente per fare confronti con eventuali armi usate. Ogni altro indizio viene sempre raccolto poiché potrebbe costituire un utile indizio o una prova al fine di ricostruire la scena del crimine.

Il drone potrebbe essere una costante in tali attività investigative e risulta strategico in fase di ricostruzione della scena del crimine e nello specifico, durante la fase del rilevamento.

La ricostruzione della scena del crimine può essere definita come l’uso di metodi scientifici per ottenere una conoscenza degli eventi che hanno portato ad un certo tipo di crimine. Le indagini tecniche prevedono, pertanto, due fasi distinte: la fase del rilevamento e quella dell’accertamento.

La fase del rilevamento è quella in cui sostanzialmente si effettua la “ricerca degli indizi”, quella cioè in cui gli operatori di polizia scientifica si “limitano” all’acquisizione dei dati e degli elementi materiali, senza alcuna elaborazione o valutazione critica degli stessi. Attraverso la fase dell’accertamento, invece, successiva ed eventuale, gli indizi si trasformano in prove mediante procedimenti analitici e metodiche di laboratorio.

Da quanto appena accennato si evince come quasi tutta l’attività dell’operatore di polizia scientifica trovi un momento centrale nell’attività svolta sulla scena del crimine e come quest’ultima ruoti attorno all’indizio. L’utilizzo intelligente e professionale di un drone ne migliora sicuramente l’efficacia.

È opportuno sottolineare che sulla scena del crimine, gli indizi, spesso numerosi, si presentano come collegati in una fitta rete di relazioni funzionali e di significati, spesso all’apparenza anche disomogenei. La loro natura non appare sempre immediatamente evidente e la loro presenza acquista un senso solo se inserita e interpretata in un giusto contesto.

Anche l’assenza di un oggetto, che ci saremmo aspettati di trovare sulla scena, è in grado di assumere un notevole valore investigativo. È importante, quindi, elaborare sempre una visione di insieme, chiara, pragmatica e comprovata scientificamente. Non dimentichiamo, infatti, che è proprio la relazione tra i vari indizi e prove a creare quel tessuto, a volte sottile ma spesso più resistente, in grado di collegare vittima, traccia e autore all’interno di una scena del crimine.

Modalità di ricerca sulla crime scene.

Gli indizi sono solitamente classificati in determinabili e indeterminabili. Per indizi determinabili vengono intesi quelli che, per la loro evidente natura fisica e struttura, possono essere identificati grazie a un “semplice”, per quanto sempre attento esame a “occhio nudo”, o con l’ausilio di lenti d’ingrandimento. Essi, in genere, esprimono una relazione con l’oggetto o la persona che li hanno prodotti e il loro rilevamento permette di determinarne immediatamente la natura (si pensi alle impronte digitali, ai bossoli, alle scritture, …).

Gli indizi cosiddetti indeterminabili, invece, sono quelli la cui natura o struttura può essere rivelata solo da analisi complete di laboratorio (si pensi a materiale sconosciuto, a sostanze depositate sul fondo di bicchieri o a macchie di sostanze organiche o inorganiche).

La scena di un crimine deve essere evacuata, protetta e controllata fin dai primi istanti. Proprio per tal motivo, la pattuglia mandata sul luogo dovrà aver premura di non toccare nulla e dovrà, al contempo, evacuare i luoghi, impedendone l’accesso a chiunque si trovi in zona.

Le forze di polizia intervenute dovranno, quindi, delimitare la zona: la prima recinzione dovrà essere la più ampia possibile, lasciando un’unica via d’accesso alla scena del crimine; la seconda recinzione costituirà il cosiddetto “epicentro del crimine”, nella quale potranno accedere solo gli operatori della scientifica e il magistrato, sempre con opportune precauzioni e indossando specifiche dotazioni. Anche in tali fasi, l’utilizzo di un drone risulta strategico e rilevante al fine di preservare la scena del crimine e attuare una vera e propria vigilanza.

Le modalità di ricerca sulla scena del crimine possono essere diverse. Possiamo avere, pertanto:

  • una ricerca a spirale o verso l’interno, in cui l’operatore inizia il perimetro della scena e lavora verso il centro;
  • una ricerca a spirale o verso l’esterno. Quì l’operatore inizia al centro della scena, o dal corpo, e ruota seguendo l’aspirale verso l’esterno della stanza o della scena del crimine delineata. Lo Spiral Method, o metodo a spirale, viene utilizzato preferibilmente per la ricerca delle tracce negli spazi privi di barriere fisiche e viene solitamente utilizzato quando vi è un solo operatore che analizza la scena del crimine;
  • una ricerca in parallelo in cui tutti i membri del team formano una linea partendo da un lato della stanza o della zona delineata e comminano in linea retta, alla stessa velocità, proseguendo verso l’estremità opposta;
  • una ricerca a griglia: si tratta di due ricerche parallele, eseguite una dopo l’altra che sembrano dividere la zona in una griglia virtuale. Gli Strip e i Rid Methods (metodi a bande o griglie) sono molto usati anche per la ricerca in vasti spazi, o in zone esterne;
  • una ricerca a zona: il cosiddetto Zone Method, o metodo a zone prevede che l’area sia suddivisa in quadranti o settori numerati per facilitare l’individuazione della provenienza dei reperti, ognuna di queste zone è presidiata da un operatore. Questo metodo è particolarmente indicato per la ricerca all’interno di garage, interni, palazzi ecc..

Risulta intuibile che l’impiego di droni nella fase di ricerca, indipendentemente dal metodo, può facilitare sicuramente qualsiasi operatore, sia che esso operi all’esterno, sia che operi all’interno o in ambienti stretti e angusti.

 

Sopralluogo e repertamento delle tracce.

Inizia, quindi, uno dei momenti fondamentali di un’intera indagine: il sopralluogo tecnico di polizia scientifica. Per sopralluogo intendiamo quel complesso di operazioni, eseguite con metodo scientifico, il cui scopo è quello di individuare, raccogliere e fissare tutti quegli elementi utili alla ricostruzione dell’evento e alla possibile identificazione del reo. La finalità del sopralluogo è, in sintesi, quella di assicurare le fonti di prova e fare luce sulla dinamica dell’accaduto per identificarne l’autore.

L’intervento dell’operatore di polizia scientifica sulla scena del crimine rappresenta forse il momento più delicato delle indagini, il cui buon esito dipende sempre più spesso dalla accuratezza con cui le tracce reperite sul luogo o i luoghi in cui si è svolto il fatto reato sono state rilevate, conservate e trasmesse. In tal senso, appare evidente l’ importanza che riveste la cosiddetta “fissazione del quadro materiale”, cioè la coscienziosa fissazione dello stato dei luoghi in cui si è sviluppata la dinamica dell’evento. Ogni errore, in questa fase, anche il più piccolo, potrebbe compromettere il successo finale dell’indagine. Non dimentichiamo che il sopralluogo non è solo una fase tecnica dell’indagine, ma rappresenta anche il primo momento di imprescindibile contatto, comunicazione e collaborazione tra autorità giudiziaria, polizia giudiziaria, medicina legale e gli operatori di polizia scientifica intervenuti per primi sulla scena del delitto. L’utilizzo intelligente dei droni aumenta proprio l’efficacia di tali fasi investigative.

Oltre a ciò, vi sono due fasi importanti e delicate del sopralluogo: l’osservazione e la descrizione, fasi che serviranno poi per la stesura dettagliata del verbale di sopralluogo.

Durante l’osservazione si descrivono alcune rilevanze per l’operatore intervenuto, mentre la descrizione riguarda gli oggetti rilevati sulla scena del crimine.

Importante, a tal proposito, sono i rilievi fotografici e i rilievi planimetrici. Questi ultimi, costituiscono la prima forma di documentazione della scena del crimine e sono rappresentati da disegni in scala, eseguiti sulla base delle regole della planimetria, riportando l’esatta scala e l’indicazione del luogo, della data, dell’ora, dell’esecuzione e il nome dell’operatore.

Ovviamente, lo stesso operatore non potrà far tutto direttamente sulla scena del crimine. Sarà importante, quindi, procedere con un primo schizzo parametrico con tutte le misure necessarie e poi, si procederà con la planimetria vera e propria. La fotografia giudiziaria, invece, costituisce un importante mezzo di rilevazione e di ricostruzione della scena del crimine, procedendo dal generale fino al dettaglio, da sopra a sotto, da destra a sinistra. Nelle foto, si utilizza la striscetta metrica per avere delle misure ancora più dettagliate degli indizi oggetto di rilevazione. Si consideri qui, quanto supporto può fornire proprio l’impiego di un drone.

La ricerca delle tracce è principalmente volta all’individuazione, alla documentazione e asportazione dei frammenti di impronte papillari. Queste possono essere di due tipi: impronte visibili e impronte latenti.

Le impronte visibili sono quelle che si producono per contatto delle superfici digitali imbrattate di sostanze di varia natura (sangue, inchiostro, vernici ecc.). In genere, questi tipi di impronte riguardano superfici che possono essere asportate con l’intero substrato su cui sono impresse e devono perciò essere fotografate con gli opportuni accorgimenti tecnici, quali filtri, luce polarizzata, luce radente, al fine di esaltare il contrasto con la superficie stessa su cui si trovano.

Le impronte papillari latenti, invece, sono quelle che non si vedono a occhio nudo. La selezione dei reperti da sottoporre a successiva analisi di laboratorio dovrà ricadere su oggetti trasportabili fatti di plastica, vetro metallo e carta. La cosa più importante è che il materiale sia conservato in singole buste di carta o di plastica trasparente e catalogato, in relazione al luogo di rinvenimento, con un numero progressivo che trovi riscontro puntuale nel verbale dei rilievi descrittivi e fotografici.

Particolari accorgimenti necessita il repertamento di tracce biologiche, quali sangue, sperma ed altro. E’ opportuno repertare il sangue fotografando le macchie ematiche, numerando il singolo reperto e apponendo un riferimento metrico.

L’individuazione delle impronte digitali, invece, costituisce un altro dei metodi più importanti da applicare sulla scena del crimine. Le impronte digitali si suddividono in: visibili, modellate e latenti. Le visibili sono dovute al contatto di mani sporche su superfici pulite, o di mani pulite su superfici sporche o solo impolverate; le impronte modellate sono dovute al contatto delle mani con sostanze malleabili, come cera, colla, pece; le impronte latenti invece sono quelle che non sono visibili, quindi nascoste.

Se, invece, ci troviamo a dover repertare tracce di scarpe o di pneumatici, occorre fotografare ed eventualmente, qualora si tratti di tracce di pneumatici rialzate, riprodurre l’impronta mediante calchi in gesso.

Il disegno del battistrada viene, quindi, analizzato e messo in evidenza mediante elaborazione grafica, attraverso la quale viene effettuata una sovrapposizione della immagini per mettere in corrispondenza le caratteristiche generali del pneumatico individuato. In taluni casi, se presenti, vengono evidenziate ulteriori analogie che possono restringere ulteriormente il campo di ricerca.

Attraverso il rilevamento delle impronte di scarpe, inoltre, possiamo ottenere diverse informazioni utili alle indagini: la corporatura dell’autore del crimine, il numero di persone presenti sulla scena del crimine, i loro eventuali tragitti e spostamenti, ecc.

Così come per la comparazione delle impronte digitali, anche per le tracce da impressione si procede con la comparazione di una serie di punti caratteristici, attraverso cui confrontare la traccia rilevata sulla scena del crimine e un dato oggetto che risulta apparentemente compatibile con la traccia. Non esiste, di fatto, un numero definito di punti su cui basare un’identificazione certa.

Riflessioni e note conclusive.

I droni sono sempre più macchine strategiche ai fini investigativi, ma anche per la Sicurezza in generale. Da qualche tempo, infatti, le Forze di Polizia si stanno sempre più equipaggiando con tali supporti.

In un immediato futuro, tali macchine saranno sempre più dotate di tecnologie video altamente performanti ed è plausibile che l’utilizzo in ambito forense aumenti esponenzialmente, parallelamente all’impiego di innovativa strumentazione per l’indagine scientifico-forense.

Il valore del dato, del reperto, della prova e dell’informazione in generale, sarà ancora più strategico e importante, ma solo attraverso un utilizzo sensato del mezzo tecnologico e una costante formazione professionale.

A quanto pare, la nuova generazione di droni resterà invisibile, ma renderà visibile tutto il resto (Bauman Z., Lyon D., 2015). Tale affermazione, se positiva in senso innovativo, desta sicuramente non poche preoccupazioni e allarmismi in seno alla fatidica privacy.

Occorrerà, inoltre, nell’immediato, un approfondimento sulla storica interazione uomo-macchina, che comporta risvolti psicologici di un certo spessore e al contempo, un’analisi approfondita della percezione sociale e dell’impatto che proprio tali piccole macchine volanti stanno avendo nella vita comune di ognuno di noi.

In merito alle fasi di investigazione sulla scena del crimine e ad altre attività meramente criminologiche o forensi, l’impiego professionale dei droni non può che essere di notevole supporto.

 

 

capitolo in DRONES, URBAN SECURITY. di S. Coluccia. 2018

Bibliografia essenziale.

Bauman Z.- Lyon D. (2015). Sesto potere: La sorveglianza nella modernità liquida. Laterza edizioni.

Turco M., Lodeserto G., Bruscella M.r. (2016). Crime Analyst. Aspetti psico-criminologici e investigativi. Primiceri editore.

 

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