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Dimagrisci con l’IPNOSI

Più volte in questo spazio abbiamo parlato dell’IPNOSI e delle applicazioni psicologiche e mediche. In questo caso voglio “regalarti” 2 sedute essenziali che potranno essere utili se stai iniziando o se devi affrontare un nuovo piano alimentare. La perdita di peso è un obiettivo per molte persone e, come si sa, non è solo questione di “dieta” …

Ascolta gli audio con le cuffie … (anche più volte al giorno)

IpnoGuida

Ho creato per te una piccola guida sull’IPNOSI

REPORT HUMAN RESOURCES

breve guida introduttiva IPNOSI MIRCO TURCO L’ipnosi non è … – Una forma di manipolazione mentale. – Uno stato di sonno profondo. – Una forma di persuasione. – Uno stato di completa impotenza. – uno stato naturale – una strategia per mobilitare le risorse nascoste ed inconsce della persona- una forma straordinaria di comunicazione La maggioranza delle persone può essere ipnotizzata.

Praticare l’Autoipnosi

Che cos’è?

L’autoipnosi è un metodo pratico che possiamo imparare e potenziare. Secondo la ricerca scientifica può produrre cambiamenti rilevanti e incidere sull’equilibrio e la salute psicofisica dell’individuo. Occorre, ovviamente, allenamento, ma è altrettanto rilevante scegliere la “tecnica” più adeguata in base a come siamo fatti e all’obiettivo prefissato.

Il primo step sarà allora “fissare un obiettivo”. In questo, occorre essere analitici e dettagliati. Non posso solo dire “vorrei essere felice”; occorre specificare “cosa intendiamo noi per felicità”. L’obiettivo, in altri termini, deve essere ben formato!

Superato lo scoglio dell’obiettivo (cosa non semplice), devo cominciare a praticare l’autoipnosi. A tal proposito, senza improvvisare, suggerisco di affidarvi a professionisti che possano “insegnare” strategicamente la tecnica. Quella più utile è la tecnica Ericksoniana, attraverso la quale si “entra” in un progressivo stato di rilassamento, per poi, magari, “sprofondare lentamente” in stati più profondi. Occorre esercitarsi e diventare padroni della tecnica. Considerate, quindi, che occorre una fase di vero e proprio allenamento.

Da dove iniziare? (esempio di induzione)

Trova un posto in cui essere comodo … cerca una situazione confortevole … e preparati al rilassamento … Lascia che la tua consapevolezza scivoli senza fatica…, senza sforzo…, ad osservare il respiro che entra e che esce da te, seguendo un suo ritmo così naturale…, così conosciuto…, e ti concedi ora qualche momento per osservarlo, per  per sentirlo entrare ed uscire da te e puoi lasciarti andare…, puoi lasciarlo scorrere…, sentendoti entrare in un dolce rilassamento che si approfondisce e si espande sempre di più…, sempre di più…, il tuo corpo si rilassa…, si lascia andare…, la tua mente si rilassa…, si lascia andare…, il tuo respiro ti conduce…, ti lasci condurre…, ti lasci andare sempre di più…, in totale fiducia abbandonandoti …

Non c’è niente che tu ora debba fare… puoi lasciarti andare…, puoi rilassarti … un processo spontaneo e naturale di trasformazione sta avvenendo da sé…, per conto suo…, senza alcuno sforzo … concentrati sui rumori intorno a te, seguine qualcuno e poi, contemporaneamente avverti la sensazione del tuo corpo che, lentamente, diventa sempre più pesante, pesante e rilassato … presta attenzione alla temperatura del tuo corpo, dell’ambiente dove ti trovi e avverti alcuni cambiamenti che già stanno avvenendo …

… inspira ed espira lentamente, profondamente, mentre il tuo corpo è fermo, pesante, rilassato e puoi anche decidere di andare liberamente con il pensiero, immaginare, sentire, provare, ricordare, attivare, … mentre senti il tuo respiro, i suoni, i rumori e potresti anche fermarti su alcuni profumi, odori, mentre il tuo corpo si rilassa sempre di più … profondamente … e la tua mente vaga libera …

Vantaggi dell’autoipnosi

  • Riduzione stress e ansia
  • Favorisce il sonno
  • Allevia il dolore
  • Migliora le prestazioni fisiche e mentali
  • Automotiva

Cerca di trovare uno spazio consono all’autoipnosi, assumendo una posizione comoda; elimina le distrazioni e fai pratica … In ogni caso, per le prime volte, affidati ad un professionista del settore!

Ipnosi Rapida

“Niente è Ipnosi e tutto è Ipnosi”. Potremmo così esordire per sottolineare il grande ipnotista Erickson, ma oggi possiamo sicuramente vantare di altri studi e ricerche nel panorama strabiliante dell’Ipnosi. In tal senso, ci riferiamo a metodi e procedure che possono “velocizzare” il fenomeno ipnotico.

Due elementi però sono imprescindibili quando parliamo di ipnosi rapida: le aspettative e la motivazione. Infatti, occorre effettuare una prima analisi sul cliente/paziente considerando queste chiavi di lettura. Potemmo addirittura parlare di ipno-educazione. Quindi: cosa conosce la persona dell’ipnosi? Cosa si aspetta dall’ipnosi? La sua motivazione a utilizzare questo metodo è almeno sufficiente? Ricordiamoci quindi che, a volte, è proprio l’aspettativa a decidere!

L’ipnosi rapida prevede un primo colloquio pre-induttivo in cui occorre:

  • creare un buon rapporto ipnotista-soggetto
  • creare un clima collaborativo di fiducia e di positività
  • lavorare sulle aspettative, eventualmente correggendole
  • alimentare la motivazione

L’ipnosi è sempre una “cornice speciale” che va creata con la persona, a seconda delle sue peculiarità e della richiesta.

Successivamente, procederemo all’induzione ipnotica, valutando anche la suscettibilità del soggetto e le sue “risposte”. Ovviamente, possiamo trovare persone che sono refrattarie o hanno dei dubbi. In tal caso, utilizzeremo delle strategie per rimodulare tali percezioni e aspettative.

L’ipnosi rapida segue fondamentalmente 3 fasi:

  1. Chiusura degli occhi
  2. Rilassamento fisico
  3. Approfondimento

In termini temporali, l’induzione  è molto più breve rispetto ad altre metodiche classiche (alcuni minuti o addirittura secondi). La fase di rilassamento che segue e poi quella di approfondimento dipendono ovviamente dalla problematica o dallo scopo dell’ipnosi.

 

 

 

Capacità nascoste della mente e Intelligence

RENDE (10.12.2022) – “Intelligence e spionaggio psichico durante la guerra fredda” è il tema della lezione tenuta dallo psicologo e saggista Mirco Turco al Master in Intelligence dell’Università della Calabria diretto da Mario Caligiuri. Partendo dalla considerazione del Premio Nobel per la fisica Max Planck  il quale sosteneva che fosse utile accertare tutti i fenomeni, anche quelli parzialmente spiegabili, Turco ha illustrato il contesto culturale dei fenomeni paranormali sviluppatosi tra l’Otto e il Novecento, in cui è emerso che non sempre si possono spiegare i “fenomeni particolari” con il metodo scientifico classico. Ha poi ricordato che i numeri solo un’invenzione umana per dare ordine alle cose. Per spiegare alcuni fenomeni definibili come paranormali e che riguardano alcune operazioni di intelligence, come la Visione Remota, Turco invita ad avere apertura mentale. Dei fenomeni psichici già parlava Democrito nell’antica Grecia, Cicerone nell’epoca romana fino a Francesco Bacone nel Seicento, che, attraverso l’indicazione dei “legami di pensieri”, anticipava il metodo statistico e la sua possibile applicazione per verificare scientificamente le capacità psichiche. Freud scrisse due saggi sui fenomeni occulti e Carl Gustav Jung sviluppò il concetto di sincronicità, in armonia con fisici premi nobel come Wolfang Pauli. Il docente ha poi ricordato il pensiero di Albert Einstein,  quando affermava che “parlare di passato, presente e futuro è un’ostinata illusione”. Pertanto, secondo Turco, i fenomeni extrasensoriali sono verificabili e non costituiscono delle semplici convinzioni, tant’è che tramite l’uso di droghe specifiche e quindi psichedeliche si possono sperimentare stati alterati di coscienza. Approfondendo il merito della lezione, il docente ha ripercorso alcuni esperimenti sui poteri nascosti della mente condotti durante la Guerra Fredda.
Tra i tanti esempi proposti, ha ricordato il progetto statunitense denominato “Stargate”, che ha riguardato lo sviluppo delle “spie psichiche”, sostenuto da università e dalla CIA, con Russell Targ, Harold Puthoff e Jessica Utts. Il governo degli Stati Uniti ha reso noti alcuni risultati del progetto nel 1994. Nello stesso ambito di studi e ricerche, anche l’Unione Sovietica investiva centinaia di milioni di rubli per sviluppare le abilità psichiche degli operatori della sicurezza nazionale e del controspionaggio. Si parlava, infatti, di “settimo senso”, che emergeva attraverso l’addestramento e l’esercizio, come illustra anche l’ex agente dei servizi segreti americani Leonard Buchanan.
La Defence Intelligence Agency cominciò a temere che i russi potessero disporre di persone con “poteri particolari” capaci di leggere informazioni a distanza e quindi capaci di impossessarsi di notizie strategiche e riservate. Addirittura si pensava che alcuni potessero causare incidenti a distanza, sabotando mezzi e attrezzature. Vennero quindi mobilitate le università e nei primi anni Ottanta, la Facoltà di Scienze Applicate di Princeton istituì un laboratorio sulle capacità extrasensoriali e l’Università di Yale produsse numerose ricerche. Turco ha poi citato decine di esempi di come, dall’Est all’Ovest, sono state impiegate le facoltà paranormali in azioni di spionaggio, riportate nel suo volume “Intelligence e spionaggio psichico. Tra storia, psicologia e fisica quantistica”, pubblicato quest’anno. Tra gli esempi citati anche quello del generale americano James L. Dozier rapito dalle Brigate Rosse nel nostro Paese nel 1981, così come ha ricordato che nel 1992 la stampa mondiale riportò la notizia che i sovietici avevano realizzato una macchina psicotronica, in grado di uccidere a distanza.
Secondo Turco, si può asserire che lo studio di tali aspetti riguardi i Servizi di intelligence di diversi paesi del mondo, ma in questo momento si ignora quale possa essere il Paese all’avanguardia nel settore. In Italia, ricercatori di spicco in queste materie sono stati Umberto Di Grazia, che per anni ha collaborato al progetto Mobius Group di Los Angeles, ed Ernesto Bozzano, che  parlava di Telestesia, la cognizione di fenomeni non percepibili dai comuni cinque sensi. Nel 2004, a Milano è stato attivato un corso di laurea in psicologia dell’insolito con un comitato scientifico composto da Piero Angela Margherita Hack, Tullio Regge, Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia.
Turco ha concluso la sua lezione sostenendo che “in una fase di grandi cambiamenti ed evoluzioni, concentrarsi sulle capacità nascoste della mente e sullo sviluppo delle facoltà umane, insidiate dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale, potrebbe essere un’area di impegno non secondaria per le agenzie di Intelligence.”

Ipnosi e Bambini

L’ipnosi moderna come pratica clinica con i bambini emerge in Europa nel diciottesimo secolo, ma abbiamo testimonianze anche più antiche e  riferimenti biblici. La nascita dell’interesse “moderno” per l’ipnosi infantile in campo scientifico viene conclamata con la pubblicazione su Science nel 1891 di un articolo di Baldwin, intitolato Suggestion in Infancy. Nel corso degli anni aumenta l’utilizzo dell’ipnosi e Milton Erickson descrive dettagliatamente le sue procedure di ipnosi naturalistica applicata ai disturbi infantili.

La trance ipnotica, come “stato di maggior consapevolezza e responsività” sembra incontrare facilmente il mondo infantile, caratterizzato da una naturale propensione alla curiosità e all’immaginazione. Lo stato ipnotico, infatti, è più facilmente raggiungibile in età pediatrica, in cui il rapporto con la realtà è caratterizzato maggiormente dall’assenza di pregiudizi.

L’ipnosi clinica pediatrica è diventata sempre più rilevante negli anni, poiché agisce sulle abilità di autoregolazione delle emozioni e delle cognizioni, oltre ad essere utile per focalizzare meglio l’attenzione, per promuovere autostima e autoefficacia e per migliorare l’immagine di sé stessi. Ma l’ipnosi è anche strumento per affrontare problematiche e disturbi più complessi. La terapia ipnotica risulta efficace per il trattamento di disturbi dello sviluppo e delle problematiche infantili e adolescenziali in differenti aree:

  • disturbi d’ansia e fobie,
  • disturbi da stress post traumatico,
  • disturbi ossessivo compulsivi,
  • disturbi psicosomatici,
  • dolore e pratiche di emergenze chirurgiche,
  • disturbi del neurosviluppo,
  • disturbi dell’apprendimento,
  • disturbi dell’attenzione e iperattività,
  • disturbi dello spettro autistico,
  • balbuzie,
  • mutismo selettivo,
  • disturbi da tic,
  • enuresi, …

I bambini vivono delle esperienze ipnotiche durante le loro attività preferite e tali momenti possono essere utilizzati strategicamente dal clinico per l’intervento creato “su misura”, senza la necessità di induzioni dirette. In ogni caso, le tecniche vanno adattate al livello di sviluppo e alle capacità del singolo bambino, in considerazione anche delle sue caratteristiche personali e delle possibilità di comprensione.

L’ipnosi è un tipo di terapia breve in grado di fornire consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità, restituendo un senso di padronanza e di competenza e che consente di affrontare e superare i problemi nel modo più utile e creativo. Essa risulta efficace, quindi, anche con i bambini e nel corso dello sviluppo.

Indurre sogni in ipnosi: è possibile?

La risposta è SI! La tecnica consiste nel suggerire alla persona di ripetere all’infinito un sogno o una fantasia, informe differenti. Cioè ripetere un sogno con un diverso cast di soggetti e personaggi, in un contesto magari diverso, ma con lo stesso significato. In tal modo, molti pazienti iniziano a ricordare, progressivamente, i loro sogni e a comprenderli come espressione di conflitti interni.

Nella pratica si suggeriscono, ovviamente, sogni piacevoli e che siano, comunque, rilassanti, interessanti e istruttivi. Al paziente è anche permesso di dimenticare parti del sogno, soprattutto se sono stressanti o inquietanti.

Era il 1952 quando Milton Erickson introdusse l’induzione dei sogni come utile strategia per lavorare solla motivazione, sulla associazione di idee, sulla regressione, sull’analisi dei simboli, sulla repressione e lo sviluppo dell’insight.

Il sogno non è solo inteso come una “finestra sull’inconscio”, ma rappresenta uno strumento attivo di intervento terapeutico. L’ipnosi è in grado di indurre e sviluppare la produzione di sogni notturni, ma anche di indurre sogni in stato di trance. In tal senso, i sogni hanno anche un ruolo diagnostico e terapeutico, oltre a rappresentare uno strumento di monitoraggio della relazione terapeutica.

Tra le metodiche oniroipnotiche possiamo ricordare:

  • induzione di ipermensia per sogni spontanei dimenticati o repressi
  • induzione di sogni spontanei notturni
  • induzione di sogni “aperti” in ipnosi
  • induzione di sogni “guidati” in ipnosi
  • manipolazione del contenuto e della comprensione del sogno

Potremmo concludere sostenendo che se il sogno è “la via reale dell’inconscio”, l’ipnosi ne è un’altra …

L’ipnosi nei disturbi dell’alimentazione

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono considerati come disturbi di tipo comportamentale e psicologico. Trovano fondamento nell’interazione mente/corpo, ovvero in quello “spazio” in cui l’ipnosi può agire con ottimi risultati. Ad oggi, i disturbi individuati sono: la pica,  il disturbo da ruminazione,  il disturbo evitante/restrittivo dell’assimilazione del cibo,  l’anoressia nervosa,  la bulimia nervosa,  il disturbo da alimentazione incontrollata o Binge Eating Disorder.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, pur essendo differenti, hanno svariate caratteristiche cliniche comuni. Possiamo citare, infatti, l’eccessiva influenza del peso o del proprio corpo sui livelli di autostima, l’alterazione della propria immagine corporea con i relativi vissuti, il controllo eccessivo, il consumo compulsivo, le difficoltà emotive che solo il cibo o la “gestione” di questo riesce a colmare. L’aspetto nutritivo diventa, quindi, un vero campo di battaglia per l’affermazione di sé e della propria esistenza.

Le persone affette da tali disturbi sono molto attente agli altri e sono influenzate dal giudizio altrui, inoltre, vivono spesso una dissociazione tra la propria condizione fisica e psicologica reale e la consapevolezza di sé. Tendono ad avere una dispercezione del proprio aspetto fisico e del proprio peso. Recenti studi mostrano, inoltre, che anche la componente gustativa e olfattiva appare compromessa o alterata. Le persone con tali disturbi non si rendono conto che il rapporto con il cibo viene influenzato da variabili psicologiche, relazionali e familiari.

Un altro elemento tipico è l’alessitimia. In tal senso, non è solo una difficoltà a riconoscere le emozioni, ma è più una carente capacità di regolarle. La persona affetta di tali disturbi sembra avere una capacità ridotta o assente di tollerare condizioni affettive negative, quali noia, vuoto, angoscia.

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono molto complessi da inquadrare sotto il versante psicologico e comportamentale, ma tutte le tecniche di intervento, come l’ipnosi, devono necessariamente partire dal creare una salda alleanza terapeutica, un’esperienza emotiva correttiva, un rapport speciale.

Il lavoro clinico, anche attraverso l’ipnosi, può essere impostato attraverso un progressivo uso della negoziazione, volta al riconoscimento delle proprie necessità e di quelle altrui, senza forzare l’emergere di esperienze traumatiche. Occorre lavorare molto attraverso il linguaggio corporeo, in maniera indiretta e in tal senso l’ipnosi, diventa strumento elettivo. Occorre creare poi un contesto ideale in cui le emozioni possano essere espresse e gradualmente gestite. Il disegno o la scrittura automatica possono aiutare in tal senso. Bisognerebbe anche lavorare sulla parte non alimentare del problema. Un riferimento continuo al cibo diventa, infatti, controproducente. Concretizzare una relazione terapeutica stabile diventa, infine, tappa primaria.

L’ipnosi si inserisce in questi disturbi proprio perché può essere magistralmente utilizzata come tecnica indiretta e non invasiva. Inoltre, interviene sui nessi associativi e dissociativi. Permette anche un nuovo dialogo tra mente e corpo, liberando la persona da condizionamenti consci e sovrastrutture.

L’ipnosi ericksoniana è particolarmente utile per il trattamento dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, soprattutto attraverso tecniche di ristrutturazione, regressione, progressione, dissociazione. Essa è di grande aiuto soprattutto nella risoluzione delle problematiche psicologiche che sono alla base di tali disturbi.

Molte ricerche evidenziano come l’ipnosi possa essere associata ad altre terapie, come quella comportamentale, mentre altri studiosi considerano la stessa ipnosi come approccio a sé stante, soprattutto in considerazione della naturale predisposizione delle persone con disturbi alimentari. L’ipnosi risulta, dunque, molto efficace, agendo a livello immaginativo e reale, così come a livello simbolico, metaforico ed evocativo.

L’ipnosi nel DOC -Disturbo Ossessivo Compulsivo

Il DOC, Disturbo Ossessivo Compulsivo è considerato tra i dieci disturbi più debilitanti ed è caratterizzato da pensieri intrusivi e persistenti (ossessioni) che causano angoscia e portano a comportamenti ripetitivi e rituali (compulsioni) destinati a ridurre la minaccia percepita o il disagio avvertito. Diversamente, si può parlare di atti di “magia e contromagia”! Se non affrontato strategicamente, il DOC diventa cronico e causa un disagio significativo a livello individuale e anche per i familiari coinvolti.

Il DOC sembra avere cause biologiche, ma è associato anche a stressor ambientali. Le teorie psicodinamiche, inoltre, riconducono il disturbo ad una regressione difensiva. Sorvolando sulle origini complesse e possibili del Disturbo Ossessivo Compulsivo, attualmente, le terapie utilizzate comunemente sono di tipo farmacologico, associate a psicoterapie, con particolare riferimento a quelle cognitivo-comportamentali. Di recente, si suggerisce anche la stimolazione magnetica transcranica.

Indipendentemente da quanto suggerito in letteratura, da considerare che un buon 25% dei pazienti affetti da DOC non riesce ad impegnarsi in protocolli terapeutici strutturati e che un buon 60% non migliora affatto. Nel 50% dei casi, si ha una rinuncia o comunque un abbandono. Diremmo, diversamente, che i pazienti sono refrattari ai trattamenti!

L’ipnosi è stata ritenuta tecnica efficace per il DOC per molti studiosi, soprattutto se si affrontano i fattori stressogeni intrapsichici e i conflitti del paziente, compresi eventuali traumi esistenziali e tratti di personalità dissociati. Tecniche immaginative possono essere utili per neutralizzare l’ansia nei pazienti, inoltre, vari autori hanno sottolineato il contributo della dissociazione indotta dall’ipnosi come modalità terapeutica di intervento. Essa potrebbe essere utile per regolare la sensibilità del paziente verso gli stimoli interni ed esterni e per distogliere l’attenzione dalle ruminazioni negative.

L’ipnosi può essere utile nel trattamento del DOC se consideriamo soprattutto l’unicità del paziente e la complessità del disturbo. Essa può influire ristrutturando pensieri e convinzioni, oltre che i rituali. Contestualmente, fornisce un rinforzo dell’io e spinge il paziente verso il cambiamento. Utilizzo di metafore, tecniche di confusione, semina, implicazioni, doppi legami ed altre strategie ericksoniane possono sicuramente risultare utili. Attraverso la dissociazione, inoltre, si può rompere il “circolo vizioso”.

La letteratura scientifica sull’uso dell’ipnosi nel trattamento del DOC è carente e si riferisce, sovente, a singoli casi. Attualmente, il livello di efficacia è poco valutabile.

L’ipnosi nell’infertilità

Le cause dell’infertilità (maschile e femminile) sono varie e possono essere collegate all’età, allo stile di vita, all’abuso di droghe e alcool, al fumo di sigarette, all’inquinamento ambientale. Quando si parla di sterilità, invece, ci si riferisce soprattutto a cause di natura biologica che impediscono il concepimento.

L’OMS, in merito all’infertilità, valuta che il problema riguardi addirittura il 20% delle coppie, mentre il Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita parla di: infertilità maschile al 29,3%, infertilità femminile 37,1%, infertilità maschile e femminile 17,6%, infertilità idiopatica circa 15,1%, fattore genetico 0.9%.

L’infertilità compromette l’equilibrio e la qualità della vita delle persone che non riescono, di fatto, a realizzare il loro desiderio di genitorialità. Ciò comporta, sovente, vissuti di stress, ansia, depressione, senso di fallimento, frustrazione. Il disagio conseguente si riflette, pertanto, non solo sul piano individuale, ma anche a livello di coppia, intergenerazionale e sociale.

 

Secondo alcune ricerche i fattori psicosociali verrebbero scarsamente considerati durante le procedure di Fecondazione Assistita. I vissuti emotivi e relazionali vengono lasciati fuori dal percorso. La letteratura scientifica mostra, invece, che tali aspetti potrebbero fortemente compromettere l’impianto embrionale. Tra i fattori psicosociali che possono essere associati all’infertilità, abbiamo infatti lo stress. Lo stress, nelle donne, può attivare l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene provocando un aumento dei livelli di cortisolo, che riduce la secrezione delle gonadotropine (FSH e LH) inibendo così l’evoluzione. Negli uomini, invece, interferisce con la qualità del liquido seminale, oltre che in termini di quantità e motilità.

Un altro fattore che potrebbe interferire con la fertilità è l’alessitimia, ovvero una patologia che compromette il riconoscimento delle emozioni. Inoltre, si sono riscontrati anche problemi legati al vissuto ambivalente della maternità, così come conflitti in termini di genitorialità. La letteratura psicoanalitica si occupa nello specifico di tali aspetti. L’ipnoanalisi potrebbe essere utile in tal caso. In generale, l’ipnosi è utile ed efficace:

  • nella riduzione dell’ansia e dello stress fisico
  • nell’apprendimento di tecniche di rilassamento
  • nello sviluppo di nuove capacità di coping
  • nell’ampliamento della consapevolezza e cura di sé
  • nella promozione della ricettività e della positività
  • nell’innalzamento del tasso di gravidanza

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L’ipnosi promuove la fertilità poiché riduce, in primis, gli ormoni dello stress, oltre alla riduzione dell’ansia e della secrezione di catecolamine. L’ipnosi facilita le tube di Falloppio a rilassarsi e a dilatarsi in modo che l’ovulo possa viaggiare senza ostacoli lungo le tube per impiantarsi nell’utero. L’ipnosi potrebbe migliorare l’interazione tra embrione e utero attraverso la creazione di un’azione immunologica favorevole che facilita l’impianto embrionale. Inoltre, facilita la riduzione della disregolazione immunitaria associata a stressors acuti, modulando efficacemente sottogruppi di cellule T.

Oltre alle tecniche di rilassamento, si può intervenire, ad esempio, attraverso “immagini correttive”, modificando le rappresentazioni interne del sistema riproduttivo, affinché possa essere percepito diversamente, come efficiente e desiderabile. L’ipnoterapia può essere di rilevanza strategica, inoltre, nei percorsi di coppia per la fecondazione assistita. Inoltre, l’ipnosi gioca un ruolo chiave nella modulazione dell’ossitocina, un neurotrasmettitore che regola l’affiliazione sociale e il legame di attaccamento madre-bambino.

Nel 1958, Milton Erickson propose un suo studio sperimentale sull’infertilità. Il training ipnotico strutturato fu proposto per un periodo di 6 mesi ad un gruppo di 20 donne. Lavorando sulla riduzione dell’ansia e sul rilassamento muscolare e il flusso sanguigno, ridusse anche gli spasmi tubarici. Le 10 donne che continuarono il trattamento ebbero tutte una gravidanza.

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L’ipnosi, oltre a tecniche di rilassamento, si avvale anche di protocolli che prevedono il rinforzo dell’io, la riduzione di convinzioni limitanti e negative, le visualizzazioni guidate, la progressione nel tempo, l’immersione nell’inconscio, …

Non esistono controindicazione nell’utilizzo dell’ipnosi nelle problematiche relative alla procreazione. Inoltre, la ricerca evidenzia un’efficacia molto buona.

 

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