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Ipnosi e dolore post operatorio

Recentemente, ho applicato l’induzione ipnotica in una paziente di 44 anni, sottoposta a intervento chirurgico per neoplasia.
La comunicazione ipnotica è iniziata attraverso un esercizio di visualizzazione e rilassamento, mentre alla paziente era stata anche somministrata morfina con lo scopo di calmare il dolore post operatorio. Per tale ragione, ho proceduto anche con una certa tranquillità, quasi incoraggiato anche dalla contestuale sedazione farmacologica.
A distanza di circa venti minuti, la paziente mostrava tranquillità e sonnolenza, con inibizione totale dei movimenti corporei. L’induzione è stata effettuata due volte consecutive, poiché quando mi allontanavo, la paziente diventava più irrequieta e aumentavano anche le lamentazioni e lo stato generale di agitazione. La cosa risultava un po’ strana, poiché le era stato somministrato anche il farmaco calmante.

Presto, ho scoperto, in realtà, che la morfina era uscita fuori vena già da un pezzo e che la sedazione della paziente era avvenuta solo tramite la mia induzione ipnotica!
In fase di risveglio, la paziente ricordava semplicemente un viaggio in un posto di mare ed una passeggiata sulla spiaggia. Di tanto in tanto, sentiva alcuni suoni rilassanti e la brezza marina che rinfrescava il suo viso, infondendo una certa calma e serenità. Si è riscontrata anche completa amnesia sulla durata dell’induzione e contrazione temporale dell’intera giornata post operatoria.
L’ipnosi è una forma elettiva di comunicazione ed è una pratica clinica con impressionanti potenzialità anche nel campo medico!

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