Fobie specifiche: report scientifico
Abstract
Le fobie specifiche costituiscono la categoria diagnostica più prevalente tra i disturbi d’ansia, con tassi lifetime complessivi che oscillano tra il 7% e il 12% nella popolazione adulta generale (Kessler et al., 2012). Nonostante la Terapia Cognitivo-Comportamentale con esposizione in vivo rimanga il trattamento di riferimento (livello di evidenza A), diversi ostacoli ne limitano l’efficacia o la compliance in specifici sottotipi: difficoltà nell’allestimento di stimoli reali controllabili (insetti, serpenti, aereo), presenza di un nucleo traumatico sottostante, elevato arousal che impedisce la finestra di tolleranza, e bassa motivazione all’esposizione diretta.
Il presente report esamina sistematicamente le evidenze disponibili sull’utilizzo dell’EMDR, dell’ipnosi clinica e della Virtual Reality Therapy (VRT) nel trattamento di nove sottotipi di fobia specifica ad alta prevalenza e impatto funzionale: aviofobia, acrofobia, claustrofobia, entomofobia, aracnofobia, emofobia, odontofobia, ofidiofobia e cinofobia. Viene inoltre proposto un protocollo transdiagnostico integrato a 12 sedute, modulabile per tipo di fobia, con gerarchie VRT specifiche, target EMDR per sottotipo e strumenti di misurazione standardizzati. I dati disponibili suggeriscono che la combinazione delle tre tecniche produce effetti sinergici su tutte le componenti del disturbo fobico — fisiologica, comportamentale e cognitiva — con effect size medi superiori a quelli dei singoli approcci.

VAI AL REPORT COMPLETO (pdf)









Scrivi un commento