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Unique Antistress Experience, il nuovo manuale Antistress

 

 

Se dovessi spiegare cos’è lo Stress, probabilmente esordirei sostenendo che è … una cosa importante per la nostra vita!
Ogni volta che dobbiamo adattarci, ad una nuova situazione, ad una persona, ad un differente momento della nostra esistenza, sperimentiamo, per fortuna, stress. Lo stress, quindi è legato al normale processo di adattamento.
Dovendo continuare ancora nella “spiegazione”, parlerei, successivamente di 3 animali: il pesciolino rosso, l’aragosta e la zebra. Non mi piacciono i pesciolini rossi, gradisco le aragoste e sono juventino … ma non è questo il reale motivo!
I pesciolini rossi sono molto più “attenti” di noi esseri umani. L’attenzione è qualcosa di strategica importanza per il nostro benessere. Le aragoste (oltre ad essere saporite) utilizzano lo stress per crescere, per svilupparsi. Le zebre, non soffrono di ulcera, perché si stressano solo quando serve!
Scendendo maggiormente in profondità, sosterrei, inoltre, che spesso sopravvalutiamo i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni. Non siamo solo i nostri pensieri! Questo significa che dobbiamo “riappropriarci” del nostro corpo!

… oltre alle spiegazioni, però, affermerei che esistono tecniche e metodi antistress, anche molto più semplici e pragmatici di ciò che si possa sperare … Vi rimando, quindi, al mio libro UNIQUE ANTISTRESS EXPERIENCE, Primiceri edizioni, che nasce dalle teorie ma soprattutto dalle pratiche! I metodi proposti sono anche frutto della passione e delle expertices di esperti internazionali provenienti da altri settori: golf, meditazione, mindfulness, alimentazione.

Circa 100 pagine di consigli, curiosità, tecniche, raccolte sapientemente in un formato “smart”, facilmente consultabile e trasportabile, quindi antistress! Quasi pronta anche la versione in inglese.

Vi rimando alla prima presentazione che avverrà al Wellbeing International Meeting Point (settembre 2017) presso il Vivosa Resort, sede della mitica ANTISTRESS Academy.

Buona lettura!

www.primicerieditore.it

Paola Di Giambattista
Myra Evans
Simon Elliott
Mirco Turco
sindrome da esaurimento psicofisico Mirco Turco

L’enneagramma: identificare e comprendere la personalità e il carattere.

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Che cos’è l’enneagramma.

La maggior parte delle persone è interessata e normalmente attratta a conoscere meglio la propria personalità. Comprendere meglio se stessi è una tappa più o meno obbligata ma non sempre lineare, chiara, risonante. In altre situazioni, siamo solo convinti di “essere fatti” in un certo modo, in altre ancora, non siamo affatto consapevoli.
Qualsiasi sia il nostro livello di conoscenza della nostra personalità, esiste un insegnamento molto antico che descrive analiticamente 9 tipi di personalità (Enneagramma) e analizza il rapporto tra loro, fornendo anche spunti di riflessione importantissimi per lo sviluppo personale.
L’enneagramma (ennea, nove e gramma, segno) è un sistema molto articolato e strategicamente affascinante che trae la sua origine al sufismo, al misticismo e alle teorie di Gurdjieff. Ad esso, si sono succeduti nel tempo, altri studi e approfondimenti psicologici che hanno reso questo sistema ancora più rilevante in termini di conoscenza ed esplorazione della personalità.

L’enneagramma identifica 9 caratteristiche emotive principali:
1. Ira
2. Superbia
3. Frode
4. Invidia
5. Avarizia
6. Paura
7. Gola
8. Lussuria
9. Accidia

Come intuibile, tali caratteristiche sono parallele ai sette peccati capitali, oltre a frode e paura. La struttura dell’enneagramma è una stella a 9 punte e trae le leggi fondamentali dalla mistica. Il triangolo interno descrive 3 preoccupazioni mentali principali:
L’immagine (punto 3); La paura (punto 6); L’autoesclusione (punto 9).

Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere.

 

I 9 Tipi di personalità.

Alle 3 preoccupazioni mentali corrispondono altrettante emozioni. L’insieme di tali preoccupazioni determina 9 tipi psicologici.

1. Il perfezionista: critico verso se stesso e gli altri. Cerca sempre il modo giusto di fare le cose. Si sente etnicamente superiore. Tende a procrastinare per paura di sbagliare. Fa uso spesso di parole quali “si deve”, “bisogna”.
2. Il donatore: chiede sempre approvazione e ricerca affetto. Vuole ottenere amore e riconoscimento rendendosi utile e indispensabile. Si muove per soddisfare l’altro in modo manipolatori. Sa mostrare diversi sé a seconda della persona. Aggressivo e seduttivo.
3. L’esecutore: vuole essere amato attraverso i fatti e i risultati, appare sempre competitivo. Maestro dell’ apparenza, personalità Tipo A, confonde il sé con l’immagine professionale. È ossessionato dalla propria immagine di vincitore è lotta per la posizione sociale.
4. Il romantico-tragico: attratto dall’irraggiungibile, non è mai nel momento presente. Appare tragico e melanconico, dotato di temperamento artistico. Sono devoti alle passioni ma si bloccano per un amore perduto o lontano, per un lutto.
5. L’osservatore: mantiene una distanza emotiva dagli altri è non si fa coinvolgere. Distaccato dalle cose, dai sentimenti, dalle persone. Possono ricoprire posizioni decisionali e suddividono i doveri in scomparti.
6. Lo scettico leale: indeciso, timoroso, procrastinatore, ha paura di agire. Appare ligio, non autoritario, sposa cause perse. Può essere un tipo civico o può reagire alla paura con l’aggressività. Possono essere amici fidati, ottimi giocatori di una squadra.
7. L’epicureo: eterno fanciullo, avventuriere, edonista. Mantiene tutte le possibilità aperte, di buon umore e stimolante compagnia. Ottimi teorici, spesso scrittori, autori, progettisti.
8. Il capo: protettivo, combattivo, manifesta apertamente rabbia e forza, lotta anche per gli altri ma può vivere in modo smisurato.
9. Il mediatore: ambiguo, considera i diversi punti di vista, sostituisce ai propri bisogni quelli degli altri. Tende a narcotizzarsi, sempre consenziente ed esprime la rabbia in modo indiretto. Possono essere ottimi consiglieri e negoziatori.

Aspetti diagnostici.

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L’enneagramma può anche essere considerato in rapporto ad un versante diagnostico, con riferimento al DSM, Diagnostic and Statistic Manual. Molto interessanti, ovviamente, le interrelazioni che possono derivarne.
Tipo Uno: ossessivo/coatto
Tipo Due: istrionico. Dipendente
Tipo Tre: personalità Tipo A
Tipo Quattro: depresso. Disturbi bipolari
Tipo Cinque: schizoide
Tipo Sei: paranoide
Tipo Sette: narcisisistico
Tipo Otto: sociopatico
Tipo Nove: passivo-aggressivo

L’enneagramma non si ferma qui. Per ogni Tipo esistono molte altre caratteristiche “identificative” e riflessioni circa i vissuti, le esperienze, le percezioni del mondo, la storia personale. Inoltre, molto rilevanti risultano anche le relazioni tra tipologie a seconda di una situazione normale, stressante o di sicurezza.

Invito a contattarmi per ulteriori approfondimenti e dettagli o per scoprire, attraverso apposito Test, la tipologia di appartenenza.

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Tra Psicologia e Arte

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Me te ora senza fine

L’Arte è un’esperienza universale, accessibile e fruibile da tutti, in ogni tempo, in ogni
spazio. È il miglior mezzo di comunicazione. L’Arte veicola, inventa, crea, ricostruisce
significati e nuove realtà. Al contempo, rappresenta un bisogno, una normale necessità
dell’animo umano, una vera motivazione intrinseca.
Usando le parole di R.M.Rilke: “Lasciar compiersi ogni impressione e ogni germe di un
sentimento dentro di sé, nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria
ragione, e attendere con profonda umiltà e pazienza l’ora del parto d’una nuova
chiarezza; questo solo si chiama vivere da artista: nel comprendere come nel creare”.
Attraverso l’Arte può mutare il presente e contemporaneamente ci si può volgere al
futuro, al tempo che sarà, raggiungendo nuovi livelli di conoscenza, proprio attraverso
l’immaginazione, la fantasia, l’atto creativo. L’immaginazione diventa fondamentale
nell’arte così come nella conoscenza.
L’Arte è un processo psicologico e terapeutico complesso, poiché mescola, unisce,
sovrappone, consolida, affianca, sentimenti e aspetti consci e inconsci, razionali e
simbolici, in un serio gioco tra infantilità, adultità e genitorialità.
Il significato dell’Arte non si palesa solo attraverso la forma, il compiuto logico, ma
investe artista e fruitore con i movimenti, le direzioni dell’animo, i colori delle passioni
che sono anche ansie, paure, prospettive … L’Arte come lavoro dell’animo umano e trasformazione.

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lavaggio dell’anima

Durante l’atto creativo spirito e corpo si uniscono in un unico processo di conoscenza e
approfondimento, attraverso un vero contatto interattivo profondo. L’artista si muove per
scuotere lo stesso animo (suo e del fruitore), accelerando un vissuto che è anche
esperienza corporea, oltre il semplice automatismo razionale e abitudinale, attingendo
soprattutto al non noto. Si va oltre la percezione ovvia. L’Arte come contatto corporeo,
viscerale, anche primordiale.
Se già Freud si chiedeva da dove avesse origine la materia dell’opera, si può proprio
riflettere sul concetto di gioco e fantasia infantile. La fantasia come sfogo di tensione, di
desideri insoddisfatti. L’artista si serve anche di ciò, di ricordi, di unioni e commistioni
originarie, biologiche, simboliche. La psiche, forse, è naturalmente propensa ad essere
impressionata e scioccata dall’esperienza artistica, proprio davanti a rappresentazioni
cromatiche. L’arte anche come sublimazione, come retorica dell’inconscio. Nell’Arte lo
stesso inconscio si manifesta, diventa ammissibile, scappa dalle briglie superegoiche.
L’Arte anche come catarsi, vera purificazione, liberazione dalle passioni e dai capricci
dell’animo umano, in un progressivo aumentare di consapevolezza. Gli affetti nell’Arte
possono trovare una scarica e preservano dalle azioni patologiche e patogene. L’Arte
come partecipazione emozionale attraverso manifestazioni passate e fantasmatiche,
attraverso la riattualizzazione di scenari, attori, spettatori e fantasmi.

Un processo che si verifica anche in trance, in stato di parziale disattivazione del
razionale e del logico. L’Arte come catarsi ma anche come trasposizione, ovvero
trasformazione dalla natura all’arte.
L’Arte appare anche come liberazione da un conflitto, un peso, un agente patogeno
ma anche come accrescimento dell’ideale dell’io, creando valore, amplificando
l’individualità e il senso dell’essere.
Le angosce della posizione depressiva e il conseguente pressante bisogno di
riparare, appaiono radici della creatività. L’artista crea, forse, una realtà parallela, una
ricreazione di un tempo integro e amato ma poi smarrito, perduto, rovinato. L’Arte
come ricostruzione interiore dunque, come mezzo per superare l’ansia e l’angoscia.
L’Arte come espressione nevrotica.
L’Arte come trasformazione, come graduale processo conoscitivo, dall’idea
all’emozione che sinergicamente formano l’ispirazione. La creazione artistica continua
però oltre l’evidente. Creazione, fruizione e ricreazione, in continui sconvolgimenti
dell’animo. L’Arte come punto di arrivo e di ripartenza.
L’opera artistica contiene anche il passato e la storia dell’autore ma la conoscenza
dello stesso non trapela solo dall’evidenza storica. L’Arte anche come grammatica
dell’animo umano, poiché forse, appare più rilevante non tanto quello che l’autore
dice ma come lo dice.

Spirito del Tempo. Acrilico su tela. 60×80.2014
Spirito del Tempo 

L’Arte è anche opera nuova di realtà, realtà nuova come opera. Lo scopo è
anche quello di dominare le cose, costruendole e annientandole
contemporaneamente. L’Arte come non copia della realtà ma come realtà
creata, come manifestazione simil psicotica.
L’essenza dell’arte forse rimarrà sempre fumosa, ingannevole, poco definita e
definibile. L’artista viene risucchiato dall’ispirazione profonda, come un
complesso autonomo, simile alla malattia. L’opera portata a termine diventa un
simbolo legato ad un archetipo, ad una mitologia inconscia le cui “immagini
primordiali sono proprietà comune dell’umanità”. L’opera d’arte prodotta non è
simbolica ma sintomatica. Si tratta di immagini mnemoniche non innate ma
ereditate. Tali rappresentazioni pongono dunque dei limiti alla presunta fantasia.
L’Arte come relazione archetipica che commuove, che trascende le esperienze
di vita e il periodo storico di riferimento, risvegliando un significato che è
patrimonio comune, collettivo, universale.

Forse, l’arte, è anche altro …

Fonte: Time Action Painting, I movimenti dell’Anima, Mirco Turco. 2015

A proposito di Ipnosi Regressiva

A proposito di IPNOSI REGRESSIVA.

Intervista introduttiva al seminario allo psicologo Mirco Turco.

http://www.cortegrandeonline.it/2014/12/i-colori-dellanima-seminario-di-ipnosi-regressiva/
Abbiamo veramente vissuto altre volte? Queste vite condizionano quella attuale?
“Un’anima può rincarnarsi per un certo numero di volte in diversi corpi e in questa maniera può correggere il danno compiuto in precedenti incarnazioni. Similmente può raggiungere la perfezione che non riuscì a raggiungere nelle precedenti incarnazioni”.
Già Platone nel mito di “Er” proietta questa idea sullo scenario mitico della metempsicosi:“… tutte le anime avevano scelto le rispettive vite, si presentavano a Lachesi dell’ordine stabilito della sorte. A ciascuno ella dava come compagno il demone che quegli si era preso, perché  gli  fosse guardiano durante la vita e adempisse il destino da lui scelto”.

eye-462267_1280Attraverso le tecniche di regressione  possiamo comprendere il senso profondo del nostro destino?
La regressione ci permette di trovare le chiavi che ci aiutano a capire noi stessi e risolvere i nostri disagi in un cammino di crescita e di trasformazione interiore. Scoprendo, come dice Jung, che perlomeno a livello inconscio siamo tutti collegati con la storia dell’umanità.
La scoperta delle vite passate non è soltanto un’emozionante avventura spirituale: nei luoghi più profondi della memoria, infatti, si possono trovare soluzioni a problemi e disagi della vita presente, facendo emergere alla coscienza i nodi bloccanti. Sciogliere questi nodi significa conquistare una libertà interiore regalando un viaggio indimenticabile e benefico nelle vite che saranno.
Cosa non è ipnosi?
L’ipnosi non ha niente a che vedere con la perdita della coscienza. Quando si è ipnotizzati, la mente conscia resta comunque vigile, controlla ciò che si sta vivendo e, nonostante sia a stretto contatto con il subconscio, commenta, critica, e censura. Si è sempre padroni di quel che si dice: l’ipnosi non è il siero della verità e non si può, quindi, rimanere “intrappolati” nel sonno ipnotico!
Lo stato ipnagogico è un momento creativo: quando lo attraversa, la mente è completamente rivolta verso il mondo interiore e può usare le ispirazioni del subinconscio. E’ uno stato di grazia, privo di confini e limitazioni, in cui si ha libero accesso a tutte le proprie risorse senza alcuna restrizione autoimposta.
L’ipnosi non nasconde alcun pericolo, Il soggetto sotto ipnosi ha il completo controllo della situazione. Ascoltare una voce guida aiuta il cliente a concentrarsi e gli consente di raggiungere un livello più profondo di rilassamento.
Cosa può emergere durante l’ipnosi?
Ciò che emerge grazie alla regressione presenta notevoli analogia con potenti archetipi universali descritti da C. Jung. Tuttavia, non si tratta di materiale archetipo o simbolico ma di veri e propri frammenti di ricordi che si snodano dal passato al presente.
Nonostante studi discordanti, esistono svariate evidenze scientifiche che considerano l’ipnosi come una tecnica per aumentare quantità e qualità del ricordo.
L’Ipnosi Regressiva è una tecnica che permette di ricercare alcune cause di confitti attuali in età precedenti e in mondi remoti, in spazi e tempi diversi, alternativi, atavici.
Qual è lo scopo?
Lo scopo dell’ipnosi regressiva è risolvere un disagio, una problematica che ostacola la vita della persona. Sovente, si ricorre all’ipnosi regressiva quando non si riesce a dare una spiegazione soddisfacente a problemi, sofferenze, difficoltà.
L’ipnosi è una forma elettiva di comunicazione, è uno stato naturale, è anche recuperare forze, energie, potenzialità  e risorse.

Security & Self Defense

SECURITY & SELF DEFENSE

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La Sicurezza può essere intesa in modo duplice come qualcosa di reale, tangibile ma anche come una sensazione. In realtà, si dovrebbe parlare soprattutto di percezione della sicurezza.

La sicurezza può essere associata alla probabilità che si verifichino determinati rischi in rapporto alle misure di protezione. La sicurezza, però, è legata anche e soprattutto alle reazioni psicologiche  e alla valutazione o stima del rischio. Inoltre, essa comporta una valutazione ponderata dei “guadagni e perdite” (trade-off).

Chiudere a chiave la nostra abitazione quando usciamo è un nostro trade-off, così come quando decidiamo di percorrere una certa strada. Continuamente, anche in modo inconsapevole, compiamo sempre trade-off.

Analogamente, compiamo degli errori quando esageriamo  alcuni rischi e ne minimizziamo altri.

La percezione del rischio è un processo cognitivo coinvolto in diverse attività quotidiane e orienta, di fatto, i nostri comportamenti. A volte, temiamo situazioni che non sono rischiose o non temiamo situazioni che invece lo sono. Tale discrepanza dipende:

  • dal controllo: quanto controllo è possibile esercitare sugli eventi che determinano un rischio/pericolo;
  • da quanto volontariamente la persona ha deciso di affrontare una situazione rischiosa/pericolosa;
  • da quanto gravi sono le possibili conseguenze.

Valutare e reagire adeguatamente davanti ad un rischio è un’attività fondamentale. Esiste una struttura cerebrale, l’amigdala, situata nel lobo temporale mediano, che è deputata a questo. È responsabile di processare le emozioni di base che vengono da input sensoriali come la rabbia, la fuga, la paura, l’atteggiamento difensivo.

È una parte del cervello molto antica e produce adrenalina e altri ormoni che attivano la risposta “combatti o scappa”.

L’essere umano è dotato anche della corteccia cerebrale che interviene facendoci ragionare e valutare le varie situazioni. Siamo dotati, dunque, di un sistema primitivo ed intuitivo e di uno avanzato e analitico.

Nella vita di tutti i giorni, sovente, ci affidiamo a delle “scorciatoie”, definite euristiche, che influenzano, di fatto, il modo in cui interpretiamo i rischi.

  • Siamo portati a credere che noi faremmo meglio di quanto hanno fatto gli altri nella stessa situazione (pregiudizio dell’ottimismo).
  • Valutazione automatica sulla base del coinvolgimento emotivo (euristica del coinvolgimento).
  • Tendiamo, sovente, ad essere influenzati dai numeri (euristica della probabilità).
  • La disponibilità delle informazioni che abbiamo in memoria ha maggior peso di quelle che non ricordiamo subito o cognitivamente più complesse (euristica della disponibilità).
  • Attribuiamo la probabilità che un certo evento appartenga ad una classe in base al livello di  rappresentatività (rappresentatività).

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Ripensare alla sicurezza come una vera sensazione soggettiva diventa di strategica rilevanza.

L’aggressione è un atto attraverso il quale chi aggredisce arreca offesa verso uno o più soggetti (vittima/e). Lo scopo è ledere, offendere, distruggere o comunque superare un ostacolo.

Sorvolando sulle diverse definizioni e teorizzazioni che negli anni si sono succedute, l’aggressività è insita nella natura ed è fondamentale per la sopravvivenza. In ogni caso, è sempre frutto di interazione tra più fattori (biologici, psicologici, sociali).

L’aggressione ha generalmente due componenti principali:

  1. L’innesco, un qualsiasi diverbio che tende a trasformarsi con rapidità.
  2. L’escalation, conflitto che genera una crisi.

In termini dinamici, invece, possiamo parlare di:

  1. Fase di crisi: evento inusuale con accezione negativa.
  2. Fase di reazione: attivazione di meccanismi di difesa.

Sarebbe auspicabile esercitare sempre e comunque un self control, ovvero un repertorio metodologico e operativo che consente di mantenere la razionalità e la valutazione oggettiva della situazione.

Quando si parla di aggressioni, possiamo, al contempo, fare una differenziazione su base statistica:

  • Aggressioni da parte di malviventi abituali.
  • Aggressioni da parte di teppisti/vandali.
  • Aggressioni conseguenti a liti.
  • Aggressioni da parte di soggetti in stato di alterazione mentale.
  • Aggressioni dovute ad altri scopi.

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È auspicabile, comunque, valutare sempre le situazioni di estrema pericolosità, così come considerare il caso di una persona sotto influenza di sostanze stupefacenti. In tal caso, ad esempio, dovremmo anche tener conto delle alterazioni della soglia del dolore, della mancanza eventuale di equilibrio e delle evidenti difficoltà nell’eventuale  dialogo. Andrebbe quindi effettuato un vero scanning della persona e della situazione.

In ottica di prevenzione, è importante approfondire anche quel settore di studi conosciuto come vittimologia. È una disciplina che studia la sfera bio-psico-sociale di una data vittima ma anche il rapporto tra essa e l’aggressore, così come l’ambiente e il quadro fenomenologico di un determinato reato/crimine.

La vittimologia si occupa anche delle conseguenze psicofisiche dei diversi reati e crimini e di come questi siano percepiti, subiti e vissuti dalla vittima. Possiamo, pertanto, specificare la seguente utile  classificazione:

  • Vittima elettiva o ad alto rischio: es. bambini, anziani, donne, …
  • Vittima vulnerabile: es. persone che per svariate ragioni, anche legate alla residenza o ad aspetti socio-ambientali, conducono una vita più esposta al rischio.
  • Vittima appetibile: es. una persona benestante.
  • Vittima precipitate: es. una persona che interviene per sedare una rissa e diventa bersaglio sostitutivo.
  • Vittima casuale: vittima dovuta al caso fortuito.

Il senso della percezione della sicurezza è legato sicuramente anche al contesto e all’ambiente esterno e quindi ai differenti scenari in cui possiamo trovarci ma anche al nostro senso di efficacia che può cambiare, in primis, con la conoscenza e poi, acquisendo, progressivamente, una formae mentis differente, più consapevole e proattiva.

CRIME ANALYST

CRIME ANALYST la mia ultima creazione

Il presente volume rappresenta un contributo pragmatico e stimolante per tutti coloro che intendono approfondire la materia criminologica, nei suoi aspetti investigativi, psicologici, giuridici. Ma non solo. È anche un supporto in termini di ricerca scientifica poiché affronta, al contempo, argomenti e tematiche legate alla sicurezza e al crimine “moderno”.

È rivolto anche ad appassionati del settore, studenti e Forze di Polizia che ogni giorno affrontano le diverse sfide lavorative e formative o di aggiornamento professionale.

L’opera sposa un’impostazione multidisciplinare e riflette la professionalità, le esperienze, le passioni e i valori eclettici degli stessi autori. CRIME ANALYST è un utile supporto, una guida chiara, uno stimolo innovativo per la Criminologia, l’Investigazione e la Sicurezza.

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Dicono di noi Unique Antistress Quality

Unique Antistress Quality – Parlano di noi.

Ecco solo alcuni articoli che parlano del nostro certificato Unique Antistress Quality:

 

 

Iberotel Apulia lancia Unique Antistress Quality

Qualità in Puglia, Ugento, certifica se l’azienda è antistress L’azienda è antistress? Ti certifica l’oasi di Ugento Un nuovissimo marchio di Qualità in Puglia Dal nostro inviato speciale Franco Vergnano == Iberotel Apulia ha fatto il lancio dello Unique Antistress Quality, marchio di cui potranno fregiarsi realtà illuminate che mettono il capitale umano al centro dei loro progetti Stress.

 

Iberotel Apulia lancia Unique Antistress Quality – Donna Charme

L’azienda è antistress? Ti certifica l’oasi di Ugento Un nuovissimo marchio di Qualità in Puglia Dal nostro inviato speciale Franco Vergnano == Iberotel Apulia ha fatto il lancio dello Unique Antistress Quality, marchio di cui potranno fregiarsi realtà irradiate che mettono il capitale umano al centro dei loro progetti Stress.

 

Combattere lo stress: ecco come | Giornale Sentire

(Ugento – www.giornalesentire.it) -Per favorire l’incontro con i maestri del relax, Iberotel Apulia tra il 10 e il 30 settembre 2016 offre un trattamento speciale: tutti i suoi ospiti potranno usufruire di trattamenti benessere gratuiti e all inclusive. Simon Elliott cita Confucio: “Dimmelo e lo dimenticherò. Mostramelo e potrò ricordarlo, coinvolgimi e capirò”.

http://www.uominiedonnecomunicazione.com/17/11698/Iberotel-Apulia-ospiter%C3%A0-un-workshop-dedicato-alla-presentazione-del-New-Antistress-Brand.html

IBEROTEL APULIA CAPITALE MONDIALE ANTISTRESS

Iberotel APULIA CAPITALE MONDIALE DELL’ANTISTRESS In Puglia all’Iberotel Apulia ad Ugento in provincia di Lecce, diventa capitale mondiale

.. e ancora…

 

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No Description

Relax gratis e natura all’Iberotel Apulia di Marina di Ugento

C’è un indirizzo da prendere quale riferimento, se si è a caccia di luoghi di grande bellezza e di momenti per rigenerarsi.E’ l’Iberotel Apulia Antistress Resort, struttura situata a Marina di Ugento, in provincia di Lecce.Qui – nel cuore del Parco Regionale litorale di Ugento, la vacanza diventa pratica di benessere, grazie ad un mix …

 

 

http://www.mondointasca.org/2016/06/01/academy-antistress-benessere-lavoro/

http://www.uominiedonnecomunicazione.com/un-viaggio-dal-tempo-nel-paradiso-dellantistress/

 

 

 

 

 

Dimmi come cammini e ti dirò chi sei

Un anno fa uscì un mio articolo su “Starbene Salute” su un argomento alquanto bizzarro ma interessante. Ve lo ripropongo in modo integrale …

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Il famoso Cesare Lombroso sarebbe alquanto onorato dai tentativi odierni di “rimodernare” e arricchire sapientemente  teorie psicologiche e comportamentali inerenti alcuni aspetti macroscopici e microscopici della comunicazione non verbale. Certo, il suo nobile tentativo era quello di identificare uno psicopatico, da un omicida, da uno stupratore. Solo con il tempo si è compreso che le cose sono un po’ più complesse!

Di fatto, è pur vero che il nostro corpo parla ed è proprio il nostro corpo a dire la verità o a confidare alcuni tratti del nostro temperamento e della nostra personalità. Oggi, come ieri, si dice, infatti, che quello che diciamo con le parole deve essere in armonia con quello che diciamo con il nostro corpo e che ciò che conta sono appunto i gesti.

Anche il mondo pubblicitario ne conosce bene il presupposto fondamentale: non è tanto importante quello che si dice macome si dice.

Come ci muoviamo nello spazio e come gestiamo le varie distanze? Esistono indicatori importanti  legati a fattori culturali ma anche fisiologici e psicologici. È la prossemica,  studio delle distanze interpersonali, che ci dice se siamo a nostro agio ad una certa distanza o se preferiamo “accorciarla” quando parliamo con una data persona. Variazioni delle distanze interpersonali e quindi, movimenti vari che facciamo nello spazio con i nostri arti e con l’intero corpo, variano a seconda della nostra personalità e a seconda di quello che stiamo provando (emozioni positive o negative ad es.) in quel momento.

C’è chi probabilmente ha un proprio “stile” nel muoversi nello spazio, così come nel camminare. Avete mai visto una persona depressa che cammina velocemente, o un iperattivo che mestamente passeggia in una strada!? Osserviamo passi esitanti, in altre occasioni, un passo sicuro e determinato. In effetti, si potrebbe proprio dire  “Dimmi come cammini e ti dirò chi sei”!

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Anche gli animali comunicano le loro intenzioni attraverso la gestione dello spazio e i movimenti, trasferendo aggressività, sottomissione, socialità e in fondo, noi umani non siamo poi tanto diversi.

L’impatto non verbale e nello specifico anche la camminata sono fondamentali tra persone che non si conoscono. Un modo di camminare deciso potrebbe indicare dominanza e in un certo senso anche aggressività. Spesso si tratta di persone che rivestono posizioni gerarchiche rilevanti su un piano sociale, lavorativo.

Altre volte, il tipo di camminata trasferisce informazioni sullo stato di salute della stessa persona che incrociamo, sia conosciuta che sconosciuta. La percezione che una persona ha di se stessa, la propria autostima, la propria efficacia si possono anche riflettere sul modo di camminare, così come sul modo di relazionarsi in generale con gli altri.

In un ‘ottica allargata, si potrebbe evidenziare che non è un caso che alcuni predatori scelgano la propria vittima in base all’andatura. Analizzare il modo di camminare è quindi rilevante non solo sul piano sociale e interpersonale ma potrebbe avere anche scopi rilevanti in termini di Sicurezza.

Da sempre il portamento ha avuto un ruolo fondamentale anche nella determinazione di altre caratteristiche: socievolezza, dominanza, status sociale, emozioni, disponibilità.

Spesso riconosciamo l’andatura di una persona anche dal semplice “suono” che fa mentre cammina in un determinato ambiente. Ciò probabilmente è indice di quanta importanza abbia il modo di spostarsi nello spazio.

Esistono  differenze tra maschi e femmine. Alcuni studi effettuati presso università straniere, hanno registrato varie tipologie di andature attraverso l’applicazione di alcuni sensori su ginocchia, caviglie, spalle, polsi, mostrando differenze sostanziali, anche in termini di età.

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E in termini di  “efficacia comunicativa”? Il passo esitante, incerto, l’andatura indecisa, indicherebbero tendenza alla prudenza, alla vulnerabilità, alla probabile passività. Un passo affrettato, ampio, uniforme con il resto del corpo, un contatto deciso con il suolo è interpretabile come attività, decisione e intraprendenza.

Ampiezza dei passi, movimenti degli arti superiori, inclinazione del capo sono indicatori importanti se consideriamo l’atto del camminare. Una persona decisa rispetto ad una persona che si “trascina” avrà passi ovviamente differenti.

Pur se il nostro modo di camminare è costante, acquisito attraverso tappe evolutive precise, è altrettanto ovvio che può subire delle modificazioni a seconda del nostro stato emotivo. In questo, andrebbe fatta una lettura di tutto il linguaggio del corpo e anche delle espressioni emotive del viso, da cui, tra l’altro, trapelano le emozioni principali universali. Per fare un’accurata “diagnosi” personologica abbiamo  necessità di analizzare diversi indici e pertanto, non sempre basta la prima impressione!

È importante rilevare che presso la Queens University canadese di Kingston, in Ontario, il Prof. Troje sta mettendo appunto uno strumento di biological motion, al fine di identificare bene i movimenti del corpo e per inferire diverse osservazioni: dalla condizione psicologica del soggetto, all’analisi della postura di un politico, sino alla disponibilità sessuale di un eventuale partner.

Un’analisi avanzata della comunicazione non verbale, di fatto, sarebbe possibile: distinguere il passo di una donna rispetto a quello di un uomo; stabilire se una persona è triste o allegra; evidenziare la sincerità o la menzogna non è dunque fantascienza.

A volte, camminare è indicativo di caratteristiche personologiche più specifiche. Ci sono persone che inciampano ovunque e che sembrano realmente avere la testa tra le nuvole. Sembrano essere persone fantasiose, estrose e facilmente distraibili. Chi si muove con un passo rigido, paleserà tale rigidità anche nel resto del corpo e mostrerà probabilmente anche un certo carattere improntato sulla volontà o l’ostinazione.

Il modo di muoversi nello spazio è espressione quindi anche di Personalità. Camminare e muoversi con tutto il corpo potrebbe però anche darci altri tipi di segnale. Muovere maggiormente i fianchi, ancheggiare, muovere il bacino, inclinare il capo, sono indici di una camminata sicuramente femminile. Se aggiungiamo ad essi un repertorio non verbale che riguarda il viso (ad esempio sfregarsi le labbra o accarezzarsi i capelli) e gli arti, potemmo anche decifrare il tutto come disponibilità sessuale.

Se è vero che il nostro modo di camminare è influenzato da pensieri, caratteristiche personologiche ed emozioni, potrebbe essere vero anche il contrario. In effetti, cambiando ad esempio postura e  assumendone una eretta, con testa alta e sguardo fiero, difficilmente potremmo sperimentare un senso di tristezza o depressione e forse, di conseguenza, anche il nostro passo subirà una variazione. Se il pensiero influisce sul nostro corpo, è vero anche il contrario. Provare per credere!

Non stacchiamo però troppo i piedi da terra! Banalmente, il nostro passo può essere influenzato anche da come ci sentiamo fisicamente (una persona ubriaca cammina differentemente da una persona lucida) o da altri fattori, quali ad esempio, lo sport che pratichiamo. Il passo di una danzatrice classica, oltre che nello stile, sarà sicuramente differente da quello di un lottatore di judo!

di Mirco Turco

Paura Ipnosi Mirco Turco Psicologo Spiegazione

Paura dell’Ipnosi? Scopriamo che cos’è

Paura Ipnosi Mirco Turco Psicologo Spiegazione

L’ipnosi è modificazione transitoria di stati fisiologici e di sensazioni, di percezioni, pensieri, memorie e comportamenti. Durante l’ipnosi si assiste ad una modificazione temporanea e funzionale delle sensazioni, delle percezioni, dei pensieri, della consapevolezza, della memoria e dei comportamenti. La trance ipnotica è strettamente correlata alla fisiologia ed alla struttura del sistema nervoso centrale ed autonomo ed è connessa con tratti personologici, con le aspettative del soggetto, con il contesto e con la qualità della relazione con l’ipnotista (Arnold, 1988; De Benedittis, 1980; Del Castello e Casilli, 2007, Erickson e Rossi, 1982; Loriedo et al, 2002; Pacori, 2009; Rossi, 1989; Turco, 2011).

L’ipnosi non è …

  • Una forma di manipolazione mentale
  • Uno stato di sonno profondo
  • Una forma di persuasione
  • Uno stato di completa impotenza

L’ipnosi è …

  • UNO STATO NATURALE
  • UNA STRATEGIA PER MOBILITARE LE RISORSE INCONSCE
  • UNA FORMA ELETTIVA DI COMUNICAZIONE

Inoltre …

  • L’ipnosi non è controproducente
  • L’ipnosi non crea dipendenza
  • La maggioranza delle persone può essere ipnotizzata
  • Indipendentemente dalle applicazioni, l’ipnosi è rigenerante
  • La persona non può rimanere “intrappolata” nello stato di ipnosi
  • La persona non perde coscienza

L’ipnosi è utile e può essere applicata per …

  • La maggior parte dei disturbi psicosomatici
  • (Disturbi della pelle, Algie, Gastriti, …)
  • Stress e Ansia
  • Paure, panico, fobie
  • Disturbi nella sfera alimentare
  • Stati depressivi
  • Comportamenti viziosi (fumo, alcool, iperfagia, diete, …)
  • L’ipnosi si utilizza anche in ambito medico

Durata dell’ipnosi: variabile, da pochi minuti ad ore. Ognuno di noi ha una sua personale suscettibilità ipnotica.

Spirito del Tempo. Acrilico su tela. 60×80.2014
Spirito del Tempo. Acrilico su tela. 60×80.2014

Segni esteriori, fisiologicamente dimostrabili:

  • Inerzia psicomotoria
  • Sospensione della mobilità
  • Movimenti riflessi
  • Prevalenza di movimenti del lato non dominante del corpo
  • Barcollamento
  • Catalessia
  • Riduzione tono muscolare
  • Arrossamento tessuti
  • Maggiore visibilità vene
  • Contrazioni
  • Cedimenti delle ginocchia
  • Reclinamento della testa
  • Atonia e inespressività del volto
  • Impallidimento
  • Attenuazione pieghe del volto
  • Simmetria
  • Broncio
  • Decontrazione della mascella
  • Schiudersi delle labbra
  • Tremolii e tic alle labbra
  • Assenza o attenuazione reazioni d’allarme
  • Vibrazione palpebre
  • Riduzione drastica deglutizione

Indici al risveglio …

  • Disorientamento
  • Difficoltà di equilibrio
  • Passività
  • Sonnolenza
  • Confusione
  • Alterazione senso del tempo
  • Esperienze riferite alterazione coscienza

Lo stato ipnotico e’ una realtà neurofisiologica che non può essere ottenuta nè con l’immaginazione guidata nè tanto meno con la simulazione controllata. I dati raccolti derivano da osservazioni umane, strumentali indirette (EEG), e strumentali dirette (neuro- imaging, PET, risonanza magnetica, ecc.).

L’ipnosi coinvolge aspetti neuro-psico-fisiologicied è al contempo una relazione interpersonale particolarissima con coinvolgimento del sistema neurovegetativo, sistema neuroendocrino e sistema immunitario.

Potenzialità …

  • Modificare la percezione del mondo esterno
  • Percezione stimoli nuovi
  • Non percepire stimoli presenti
  • Modificazione del vissuto sensoriale
  • Variazioni schema corporeo
  • Controllo del dolore
  • Facilitazione dell’introspezione
  • Amplificazione e riduzione sensazioni corporee
  • Modificazione dei significati che il soggetto ha dato alle sue passate esperienze
  • Variazioni spazio-tempo
  • Apprendimento o riduzione tonalità e risonanze emotive

Cosa succede durante l’ipnosi?

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  • Nella fase induttiva, si verifica un cambiamento dello stato di coscienza con accentuata presenza di onde alfa.
  • Successivamente, in fase più profonda, vi è un predominio di onde theta (onde che precedono il sonno, fase ipnagogica).
  • Questo stato perdura per tutta la durata dell’ipnosi … Durante questo passaggio la persona vive una destrutturazione del suo stato di coscienza, può avvertire sensazioni di spersonalizzazione o irrealtà. Lo schema del corpo può alterarsi … la persona comincia a far fatica a seguire l’ipnotista. In questa fase si può utilizzare il linguaggio metaforico proprio perché l’emisfero dx è diventato dominante.

In quei momenti le persone (…) tendono a fissare lo sguardo (…) possono chiudere gli occhi, immobilizzare il corpo, reprimere certi riflessi e sembrano momentaneamente dimentiche di tutto ciò che le circonda, sino a quando non abbiano completato la loro ricerca interiore” . (M. Erickson).

Ipnosi e Profondità …

In generale, in base alla “profondità della trance”, si possono distinguere:

  • stati ipnoidi (pesantezza, rilassamento, chiusura delle palpebre);
  • trance leggera (catalessi);
  • trance media (amnesie, anestesie, …);
  • trance profonda (amnesia e anestesia completa, sonnambulismo, allucinazioni).
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Sessione di Ipnosi Ericsoniana di Gruppo

Applicabilità …

Le difficoltà che si possono riscontrare nell’applicare l’ipnosi possono essere svariate, ma sovente, sono legate al rapporto tra ipnotista e ipnotizzato. In genere, infatti, tutti siamo ipnotizzabili, pur se si registra una percentuale di soggetti resistenti. Altre difficoltà sono legate alla personalità del soggetto che si intende ipnotizzare e/o all’eventuale presenza di psicopatologie conclamate di tipo psicotico ( pur se esistono ricerche sull’ipnosi applicata con soggetti schizofrenici). L’alterazione dovuta a sostanze psicotrope è, inoltre, quasi sempre incompatibile con la tecnica ipnotica.

di Mirco Turco

 

Parte l’Unique Antistress Quality

UNIQUE ANTISTRESS QUALITY®

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IL BENESSERE A MISURA DELLE AZIENDE

A Maggio, nell’ambito dell’ Offerta Antistress “International Wellbeing Meeting Point in Salento”, l’ecoresort Iberotel Apulia ospiterà il workshop dedicato alla presentazione del New Antistress Brand “Unique Antistress Quality”, iniziativa organizzata da Antistress Academy. Dal 20 al 23 Maggio, al via il nuovo focus sul wellness per le aziende, per supportare comportamenti di sano relax e benessere e migliorare la produttività durante il lavoro. Operatori del benessere e massimi esponenti aziendali si incontreranno in Iberotel Apulia per la presentazione di   “Unique Antistress Quality” …

… un’occasione da non perdere per rigenerare spirito e corpo e certificare le aziende in materia antistress.

Il 21 e 22 maggio 2016 avverrà luogo nel Salento, a Marina di Ugento, la presentazione del nuovo sistema di certificazione che rappresenterà un innovativo brand nel settore ospitality e in quello corporate. Il brand nasce in seno all’Antistress Academy, accademia ufficiale di Unique Antistress Resorts in the world, con sede in Puglia presso l’ecoresort Iberotel Apulia e vanta la presenza straordinaria di ospiti d’eccezione nel segmento scientifico e didattico:

  • HARALD EGE  – Psicologo del Lavoro, Autore del metodo Ege sulla valutazione del danno da mobbing
  • ROBERTA BRUZZONE – Psicologo forense e Criminologo investigativo e noto personaggio televisivo
  • CARLA PETRACHI & ANDREA LUPERTO – Artisti salentini di pizzica, pianista classica e jazz e compositore musicale
  • EMMA FORREST – Ricercatrice senior nel settore farmaceutico
  • MICHELE GIURGOLA – Campione apneista italiano e maestro terapista yoga
  • PATRIZIA CALDARAZZO – Ricercatrice e consulente per la selezione personale di figure manageriali
  • JASON CHAN & WAI SUM CHAN – Maestri infinite Tai Chi, guaritori spirituali a capo di “Infinite Arts”
  • DELIA PROIETTO – Promotore editoriale & Events manager “All About Italy”
  • ELISABETTA PASCA – Redattrice magazine “Uomini & Donne della Comunicazione
  • GIORGIO BARTOLOMUCCI – Direttore Editoriale rivista di settore “Area Wellness”.

L’iniziativa è organizzata e monitorata dal team dell’ Antistress Academy, con la guida speciale di Simon Elliott, Antistress Coach, Mirco Turco, Responsabile di progetto, Myra Evens, Mindfulness Coach e Paola Di Giambattista, Food therapy Consultant.    Il programma vanta la presenza straordinaria dei top influencer della stampa estera e italiana. Durante gli stessi giorni, saranno presenti i rappresentanti di molte aziende importanti, tra le quali Parmalat, Carl Zeiss e Roche.

Prossimo appuntamento Settembre, con la partenza ufficiale dei primi corsi e training, organizzati dall’ Antistress Academy. Un ricco programma di seminari e briefing, diretti al corporate, coinvolgerà stakeholders e i rispettivi market place con finale attestazione e certificazione “Unique Antistress Quality”.

Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: una location prestigiosa, istruttori e docenti di provata esperienza e la giusta atmosfera dove realizzare un percorso di crescita psico-fisica ed emotiva, in chiave MICE  per meetings, incentives e conferenze e con la giusta dose di relax e benessere.

 

Iberotel Apulia Antistress Resort

iberotel apuliaa antistress resort

Via Vicinale Fontanelle

Casella Postale 106

I-73059 Marina di Ugento (LE)

T +39 0833 931002

F +39 0833 933646

Il Cannibalismo

Il cannibalismo, fenomeno ritenuto come il frutto di una vera aberrazione della mente umana e praticato solo nel lontano …

Che cos’è l’Entomologia Forense

Che cos’è l’entomologia forense. L’entomologia forense è una branca dell’entomologia che studia i cicli …

Insegnare il Successo con Grinta, Passione e Ottimismo

Insegnare il Successo con Grinta, Passione e Ottimismo. Quanto contano grinta, passione e perseveranza? E l’ottimismo …