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Vi spiego perchè Emotional Suite funziona

Vi spiego perché Emotional Suite funziona …

In appena due mesi di attività, per 2 volte a settimana, negli incantevoli spazi del Vivosa Resort, sede della prestigiosa Antistress Academy, quasi 100 persone provenienti da più parti d’Italia e d’Europa, hanno “provato” Emotional Suite, un connubio perfettamente armonico tra natura, suoni, colori, arte.
Il 100% delle persone si è espresso positivamente in merito a questa esperienza antistress, sovente definita “inconsueta ed affascinante”, ad alto impatto emotivo. Inoltre, nel 100% dei casi si è registrato una diminuzione della pressione e della frequenza cardiaca.

Emotional Suite funziona perché:
– Le persone (quasi tutte) amano la musica e sono “affascinati” dai colori. Il colore ha un elevato impatto emotivo, inoltre, viene percepito ed elaborato dal cervello prima della forma.
– Non è importante che la persona parli o esponga i suoi problemi. L’inconscio lavora automaticamente “senza alcuno sforzo”!
– L’esperienza emozionale ed antistress dura poco: solo 16 minuti. Questo è in armonia con la convinzione diffusa delle persone di avere poco tempo per rilassarsi o dedicarsi al proprio benessere o con la percezione di non avere tempo in generale!
– È un’esperienza immediata. La persona riceve subito un feedback oggettivo (parametri fisiologici) e ciò piace alla nostra parte razionale. Inoltre, la stessa si esprime liberamente lasciando sfogo a ciò che è emerso, alle emozioni e sensazioni, sino all’interpretazione del quadro e della musica (parte emotiva e narcisistica).
– Emotional Suite funziona come pratica antistress ma anche come “spinta motivazionale”. Alcune persone hanno riferito di sentirsi “più cariche” …

Altre considerazioni importanti possono essere fatte sulla base dell’analisi dei risultati:
– Le persone con livelli di pressione più alta, tendono a preferire il quadro blu (di fatto, l’unico antistress).
– Le persone con livelli di pressione bassa, tendono a preferire il quadro rosso o quello viola.
– Chi mostra livelli elevati di stress tende a “concretizzare” i quadri, ovvero a dare una forma specifica o un significato, al contrario delle persone più rilassate che sembrano tollerare maggiormente l’astratto e l’indefinito. Tali considerazioni sono in armonia con gli studi scientifici in materia di difesa/facilitazione percettiva.

Emotional Suite dimostra che praticare un’attività antistress ben congeniata ma di fatto semplice, anche per pochi minuti, può essere altamente efficace per ridurre i livelli di stress e di ansia.

Per saperne di più …

Unique Antistress Experience, il nuovo manuale Antistress

 

 

Se dovessi spiegare cos’è lo Stress, probabilmente esordirei sostenendo che è … una cosa importante per la nostra vita!
Ogni volta che dobbiamo adattarci, ad una nuova situazione, ad una persona, ad un differente momento della nostra esistenza, sperimentiamo, per fortuna, stress. Lo stress, quindi è legato al normale processo di adattamento.
Dovendo continuare ancora nella “spiegazione”, parlerei, successivamente di 3 animali: il pesciolino rosso, l’aragosta e la zebra. Non mi piacciono i pesciolini rossi, gradisco le aragoste e sono juventino … ma non è questo il reale motivo!
I pesciolini rossi sono molto più “attenti” di noi esseri umani. L’attenzione è qualcosa di strategica importanza per il nostro benessere. Le aragoste (oltre ad essere saporite) utilizzano lo stress per crescere, per svilupparsi. Le zebre, non soffrono di ulcera, perché si stressano solo quando serve!
Scendendo maggiormente in profondità, sosterrei, inoltre, che spesso sopravvalutiamo i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni. Non siamo solo i nostri pensieri! Questo significa che dobbiamo “riappropriarci” del nostro corpo!

… oltre alle spiegazioni, però, affermerei che esistono tecniche e metodi antistress, anche molto più semplici e pragmatici di ciò che si possa sperare … Vi rimando, quindi, al mio libro UNIQUE ANTISTRESS EXPERIENCE, Primiceri edizioni, che nasce dalle teorie ma soprattutto dalle pratiche! I metodi proposti sono anche frutto della passione e delle expertices di esperti internazionali provenienti da altri settori: golf, meditazione, mindfulness, alimentazione.

Circa 100 pagine di consigli, curiosità, tecniche, raccolte sapientemente in un formato “smart”, facilmente consultabile e trasportabile, quindi antistress! Quasi pronta anche la versione in inglese.

Vi rimando alla prima presentazione che avverrà al Wellbeing International Meeting Point (settembre 2017) presso il Vivosa Resort, sede della mitica ANTISTRESS Academy.

Buona lettura!

www.primicerieditore.it

Paola Di Giambattista
Myra Evans
Simon Elliott
Mirco Turco

Che cos’è Emotional Suite

Che cos’è Emotional Suite?


Emotional Suite, è un progetto ideato in ottica wellbeing, con lo scopo principale di ridurre in modo significativo i livelli di stress percepito/vissuto dalla persona. Nasce dall’esperienza professionale in ambito stress e antistress, in contesti lavorativi e nel settore turistico-ricettivo e dalla necessità di combinare tecniche psicologiche all’arte e la musica.
Emotional Suite è uno spazio in cui colori, forme, arte, suoni, musiche si incontrano e si mescolano magicamente, come un connubio pragmatico tra cromoterapia e musicoterapia, portando il fruitore, progressivamente, a vivere uno stato emotivo esplorativo, rivalutativo e direi simil riabilitativo.
I 5 quadri, tele in acrilico e malta, realizzate secondo un personale approccio definito “time action painting” (http://mircoturco.it/time-action-painting/) sono disposte in sequenza, creando un naturale “percorso emotivo” sino ad uno stato di rilassamento. Per tre tele con i colori prevalenti (rosso, viola, azzurro) sono abbinate delle musiche volte a smuovere prima l’animo umano, le emozioni, i ricordi, per poi condurlo progressivamente in uno stato di maggior quiete, rilassamento psicofisico, armonia, tranquillità.
Il percorso esperienziale viene suggellato dalla misurazione dei livelli di stress e nello specifico vengono anche controllati la pressione arteriosa e i battiti cardiaci (prima e dopo) per avere una evidenza oggettiva sulla praticità e utilità del percorso.


In Emotional Suite, è importante quindi fermarsi, respirare consapevolmente, vivendo pienamente le emozioni, tra ricordi, suoni, colori che hanno un alto impatto psichico:
Rosso: eccitazione attività, entusiasmo, affettività, forza
Viola: trasformazione, mistero, ricerca, fascino, suggestione
Blu: rilassamento, calma, serenità, armonia, appagamento.

Musiche abbinate alle 3 tele principali:
– La frequenza dei ricordi
– Time
– Weight less
I 2 quadri aggiuntivi, senza musiche abbinate, rinforzano l’esperienza estetica del fruitore ed hanno lo scopo di attivare ulteriormente l’inconscio della persona: una tela grigia e una marrone.
Grigio: maturità, dignità, intelligenza ma anche blocco o spinta all’azione.
Marrone: materia, simbolismo materno, rigenerazione abbandono, interiorità, accoglienza.
Sequenza tele nel percorso Emotional Suite.
1. Me-Te-Ora senza fine
2. Il tempo di nessuno
3. Lavaggio dell’anima
4. Reset
5. La pazienza del tempo
L’esperienza antistress ha una durata di circa 20 minuti, oltre il tempo dedicato alla misurazione dei livelli di stress e ad uno scambio di feedback post esperienza.
I partecipanti parlano di “esperienza interessantissima, emotivamente toccante, rilassante e inconsueta”, inoltre, si registra una riduzione significativa dei livelli di pressione e dei battiti cardiaci.
“Ho voluto fortemente Emotional Suite, poiché come psicologo credo molto in un approccio antistress alla vita e come artista perché credo nell’efficacia terapeutica dei colori e dei suoni. Inoltre, penso che indipendentemente dalla nostra volontà, credenze, convinzioni, speranze … sono sempre le emozioni a guidare la nostra vita”!!!

Time Action Painting

 

frattura-spazio-tempo

Tra Psicologia e Arte

Me-Te-Ora-Senza-Fine
Me te ora senza fine

L’Arte è un’esperienza universale, accessibile e fruibile da tutti, in ogni tempo, in ogni
spazio. È il miglior mezzo di comunicazione. L’Arte veicola, inventa, crea, ricostruisce
significati e nuove realtà. Al contempo, rappresenta un bisogno, una normale necessità
dell’animo umano, una vera motivazione intrinseca.
Usando le parole di R.M.Rilke: “Lasciar compiersi ogni impressione e ogni germe di un
sentimento dentro di sé, nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria
ragione, e attendere con profonda umiltà e pazienza l’ora del parto d’una nuova
chiarezza; questo solo si chiama vivere da artista: nel comprendere come nel creare”.
Attraverso l’Arte può mutare il presente e contemporaneamente ci si può volgere al
futuro, al tempo che sarà, raggiungendo nuovi livelli di conoscenza, proprio attraverso
l’immaginazione, la fantasia, l’atto creativo. L’immaginazione diventa fondamentale
nell’arte così come nella conoscenza.
L’Arte è un processo psicologico e terapeutico complesso, poiché mescola, unisce,
sovrappone, consolida, affianca, sentimenti e aspetti consci e inconsci, razionali e
simbolici, in un serio gioco tra infantilità, adultità e genitorialità.
Il significato dell’Arte non si palesa solo attraverso la forma, il compiuto logico, ma
investe artista e fruitore con i movimenti, le direzioni dell’animo, i colori delle passioni
che sono anche ansie, paure, prospettive … L’Arte come lavoro dell’animo umano e trasformazione.

lavaggio-dei-pensieri
lavaggio dell’anima

Durante l’atto creativo spirito e corpo si uniscono in un unico processo di conoscenza e
approfondimento, attraverso un vero contatto interattivo profondo. L’artista si muove per
scuotere lo stesso animo (suo e del fruitore), accelerando un vissuto che è anche
esperienza corporea, oltre il semplice automatismo razionale e abitudinale, attingendo
soprattutto al non noto. Si va oltre la percezione ovvia. L’Arte come contatto corporeo,
viscerale, anche primordiale.
Se già Freud si chiedeva da dove avesse origine la materia dell’opera, si può proprio
riflettere sul concetto di gioco e fantasia infantile. La fantasia come sfogo di tensione, di
desideri insoddisfatti. L’artista si serve anche di ciò, di ricordi, di unioni e commistioni
originarie, biologiche, simboliche. La psiche, forse, è naturalmente propensa ad essere
impressionata e scioccata dall’esperienza artistica, proprio davanti a rappresentazioni
cromatiche. L’arte anche come sublimazione, come retorica dell’inconscio. Nell’Arte lo
stesso inconscio si manifesta, diventa ammissibile, scappa dalle briglie superegoiche.
L’Arte anche come catarsi, vera purificazione, liberazione dalle passioni e dai capricci
dell’animo umano, in un progressivo aumentare di consapevolezza. Gli affetti nell’Arte
possono trovare una scarica e preservano dalle azioni patologiche e patogene. L’Arte
come partecipazione emozionale attraverso manifestazioni passate e fantasmatiche,
attraverso la riattualizzazione di scenari, attori, spettatori e fantasmi.

Un processo che si verifica anche in trance, in stato di parziale disattivazione del
razionale e del logico. L’Arte come catarsi ma anche come trasposizione, ovvero
trasformazione dalla natura all’arte.
L’Arte appare anche come liberazione da un conflitto, un peso, un agente patogeno
ma anche come accrescimento dell’ideale dell’io, creando valore, amplificando
l’individualità e il senso dell’essere.
Le angosce della posizione depressiva e il conseguente pressante bisogno di
riparare, appaiono radici della creatività. L’artista crea, forse, una realtà parallela, una
ricreazione di un tempo integro e amato ma poi smarrito, perduto, rovinato. L’Arte
come ricostruzione interiore dunque, come mezzo per superare l’ansia e l’angoscia.
L’Arte come espressione nevrotica.
L’Arte come trasformazione, come graduale processo conoscitivo, dall’idea
all’emozione che sinergicamente formano l’ispirazione. La creazione artistica continua
però oltre l’evidente. Creazione, fruizione e ricreazione, in continui sconvolgimenti
dell’animo. L’Arte come punto di arrivo e di ripartenza.
L’opera artistica contiene anche il passato e la storia dell’autore ma la conoscenza
dello stesso non trapela solo dall’evidenza storica. L’Arte anche come grammatica
dell’animo umano, poiché forse, appare più rilevante non tanto quello che l’autore
dice ma come lo dice.

Spirito del Tempo. Acrilico su tela. 60×80.2014
Spirito del Tempo 

L’Arte è anche opera nuova di realtà, realtà nuova come opera. Lo scopo è
anche quello di dominare le cose, costruendole e annientandole
contemporaneamente. L’Arte come non copia della realtà ma come realtà
creata, come manifestazione simil psicotica.
L’essenza dell’arte forse rimarrà sempre fumosa, ingannevole, poco definita e
definibile. L’artista viene risucchiato dall’ispirazione profonda, come un
complesso autonomo, simile alla malattia. L’opera portata a termine diventa un
simbolo legato ad un archetipo, ad una mitologia inconscia le cui “immagini
primordiali sono proprietà comune dell’umanità”. L’opera d’arte prodotta non è
simbolica ma sintomatica. Si tratta di immagini mnemoniche non innate ma
ereditate. Tali rappresentazioni pongono dunque dei limiti alla presunta fantasia.
L’Arte come relazione archetipica che commuove, che trascende le esperienze
di vita e il periodo storico di riferimento, risvegliando un significato che è
patrimonio comune, collettivo, universale.

Forse, l’arte, è anche altro …

Fonte: Time Action Painting, I movimenti dell’Anima, Mirco Turco. 2015

Controllo dello Stress MIrco Turco

Nella parola “STRESS”, la formula segreta per prevenirlo e affrontarlo

 

 

Controllo dello Stress MIrco TurcoDa svariati anni la ricerca scientifica cerca di dettare dei rimedi, consigli o strategie su come affrontare e gestire lo STRESS. Ognuno di noi sa benissimo che di per sé, un certo livello di stress è positivo, poiché ci aiuta ad essere più attenti, concentrati e “motivati”; migliora cioè la performance! Al pari, se superiamo la fatidica “soglia dello stress”, cominciamo a fare i conti con stanchezza, demotivazione, malanni fisici e psichici, scarsi risultati.

In questa ottica, chiara e risonante per tutti, la solita e giusta domanda è sempre la stessa: come faccio a ridurre o ad affrontare lo stress negativo? Le risposte date ad oggi, non sembrano fare molta “presa” sulle persone, un po’ per la complessità dei possibili interventi e un po’, forse, per pigrizia umana!

Vorrei darvi, così, un facile  schema generale che potete utilizzare per affrontare le situazioni stressogene e per assumere, progressivamente da subito, una vera e propria forma mentis antistress …

Nel termine S-T-R-E-S-S esiste quindi già un efficace rimedio!

S- SCHEDULING: significa che le vostre attività vanno programmate con attenzione, significa che anche gli obiettivi che volete raggiungere vanno ben identificati e che soprattutto ciò che volete può essere programmato in base a come siete fatti e alla realtà che vivete. Significa che non dobbiamo bombardarci di mille cose che dobbiamo fare, quando in realtà è impossibile fare bene ogni cosa. S, significa, quindi programmare e programmarci intelligentemente.

domani_mai

T- TREAT YOUR BODY WELL: tratta bene il tuo corpo! Significa prenditi cura del tuo fisico, attraverso lo sport e una sana alimentazione. Nell’epoca delle varie filosofie e pseudoscienze newage, non scordiamo che siamo anche corpo e che è importante prendersene sapientemente  cura. Ricorda che non basta iscriversi in palestra, devi anche frequentarla! Rispetta un piano alimentare equilibrato, senza eccedere, rispettando il tuo corpo.

dimmi come cammini e ti dirò chi sei mirco turco

R- RELAX: ormai c’è una svalutazione del termine, eppure, molte persone non sanno cosa significa rilassarsi. Allentare le tensioni fisiche e psichiche è oltremodo obbligatorio. Scegli una qualsiasi attività, tra le infinite, che ti distende maggiormente; un’attività che ti permette di “staccare la spina”. Può essere una qualsiasi cosa, dalla più semplice alla più complessa ma deve essere una Tua attività: dallo sport, all’arte, dalla pesca, alla cucina, al semplice passeggiare tra la natura. Coltiva costantemente questa attività.

E- EXPECTATIONS: aspettarsi eccessivamente da noi stessi e dagli altri è un grosso errore. Il perfezionismo genera ansia e persone infelici. Noi siamo soggetti ad errore. È un dato di realtà che sovente ignoriamo. Se un minimo di aspettativa può essere utile e normale, l’anticipazione eccessiva degli accadimenti futuri, prima del loro verificarsi, genera anche apprensione ed ansia. Il perfezionismo genera spesso situazioni conflittuali tra mete prefissate e la possibilità reale per attuarle.

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S- SLEEP: dormire, riposare in modo costante è fondamentale. Il nostro corpo e la nostra mente necessitano di un sonno ristoratore. Le famose 7 ore circa sono indispensabili. Conosco  persone che dicono di dormire molto poco e di “funzionare” molto bene, anzi meglio. È un’illusione. La deprivazione del sonno genera disturbi del comportamento. Occorre quindi riposare sempre sufficientemente ma al pari, non eccedere. Dormire poco o dormire molto non fa mai bene!

Antistress

S- SMILE: quante volte sorridi al giorno? Sorridere è indispensabile nella nostra vita. Il sorriso scatena una tempesta biochimica che fa solo bene. Se sorridi ad un tuo problema, puoi anche affrontarlo. L’eccesso di serietà ed ombrosita’ costituiscono solo ostacoli per te stesso e per la relazione con il mondo. Sorridere implica l’utilizzo di un numero minore di muscoli facciali rispetto a quando siamo incupiti o tristi. Sorridi quindi e circondati di persone sorridenti!

Dottor Mirco Turco Criminologo
Ora che avete un piano schematico, pragmatico, sensato ed operativo, vi rimane solo di adottarlo ed attuarlo. Visualizzate sempre il vostro focus e … perseverate!

Stress e Cardiopatie

Diverse ricerche e studi specialistici affermano, già da alcuni anni, che lo Stress non va sottovalutato. L’espressione “… è solo stress …” è tutt’altro che innocua e nessun medico, né specialista, dovrebbe assumere un atteggiamento superficiale quando “riscontra”, appunto, un certo livello di stress nel proprio paziente.

Le evidenze scientifiche riguardano, inoltre, la correlazione tra disagio psicologico e salute cardiaca: ansia, depressione e quindi stress  sono stati identificati  come  fattore di rischio  per la cardiopatia ischemica. Forse, non è un caso che almeno il 50% dei pazienti con infarto ha avuto precedenti di depressione (studio Interheart). Lo studio in questione ha analizzato i dati di oltre 26mila soggetti provenienti da più parti del mondo e si è concentrato principalmente su alcuni Stress Psicosociali, tra cui, stress familiare, lavorativo e finanziario.
Tutti i fattori di stress sono risultati associati all’infarto miocardico!
Lo stress agirebbe come un vero e proprio “mediatore biochimico” interferendo con la coagulazione del sangue e l’aggregazione delle piastrine, determinando un’ostruzione coronarica e portando all’infarto del miocardio.

Il lavoro è causa di stress per almeno il 60% della popolazione mondiale e lavorare troppo fa male! “Se il vostro paziente parla troppo di lavoro, dovreste subito prescrivere una vacanza”. Tale assunzione dovrebbe essere incisa, a caratteri cubitali, sulle pareti di tutti gli studi di medicina di base.
Secondo una ricerca della Ohio State University, le donne impegnate eccessivamente da un punto nei vista professionale rischiano di più di avere problematiche di salute: superare le 40 ore settimanali aumenterebbe il rischio di diabete, tumore, cardiopatie, artriti. Ovviamente, gli uomini non sono indenni.  Superare le 50 ore (per uomini e donne) significherebbe anche incorrere maggiormente in un ictus.

Il lavoro può dunque diventare una trappola mortale!

Team Building presso Liberotel Apulia - La Unique Antistress Academy ha preso il volo

Team Building presso Liberotel Apulia – La Unique Antistress Academy ha preso il volo

Un incontro che lascerà qualcosa di importante dentro ognuno di noi, persone, volti, luoghi e tanta voglia di fare, bene.

Iberotel Apulia

Iberotel Apulia – Moderna offerta All Inclusive nel parco naturale di Ugento – Resort – Spa – Eco Golf | Via Vicinale Fontanelle I-73095 – Marina di Ugento (Lecce) – Puglia – Italia

 

Dicono di noi Unique Antistress Quality

Unique Antistress Quality – Parlano di noi.

Ecco solo alcuni articoli che parlano del nostro certificato Unique Antistress Quality:

 

 

Iberotel Apulia lancia Unique Antistress Quality

Qualità in Puglia, Ugento, certifica se l’azienda è antistress L’azienda è antistress? Ti certifica l’oasi di Ugento Un nuovissimo marchio di Qualità in Puglia Dal nostro inviato speciale Franco Vergnano == Iberotel Apulia ha fatto il lancio dello Unique Antistress Quality, marchio di cui potranno fregiarsi realtà illuminate che mettono il capitale umano al centro dei loro progetti Stress.

 

Iberotel Apulia lancia Unique Antistress Quality – Donna Charme

L’azienda è antistress? Ti certifica l’oasi di Ugento Un nuovissimo marchio di Qualità in Puglia Dal nostro inviato speciale Franco Vergnano == Iberotel Apulia ha fatto il lancio dello Unique Antistress Quality, marchio di cui potranno fregiarsi realtà irradiate che mettono il capitale umano al centro dei loro progetti Stress.

 

Combattere lo stress: ecco come | Giornale Sentire

(Ugento – www.giornalesentire.it) -Per favorire l’incontro con i maestri del relax, Iberotel Apulia tra il 10 e il 30 settembre 2016 offre un trattamento speciale: tutti i suoi ospiti potranno usufruire di trattamenti benessere gratuiti e all inclusive. Simon Elliott cita Confucio: “Dimmelo e lo dimenticherò. Mostramelo e potrò ricordarlo, coinvolgimi e capirò”.

http://www.uominiedonnecomunicazione.com/17/11698/Iberotel-Apulia-ospiter%C3%A0-un-workshop-dedicato-alla-presentazione-del-New-Antistress-Brand.html

IBEROTEL APULIA CAPITALE MONDIALE ANTISTRESS

Iberotel APULIA CAPITALE MONDIALE DELL’ANTISTRESS In Puglia all’Iberotel Apulia ad Ugento in provincia di Lecce, diventa capitale mondiale

.. e ancora…

 

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Relax gratis e natura all’Iberotel Apulia di Marina di Ugento

C’è un indirizzo da prendere quale riferimento, se si è a caccia di luoghi di grande bellezza e di momenti per rigenerarsi.E’ l’Iberotel Apulia Antistress Resort, struttura situata a Marina di Ugento, in provincia di Lecce.Qui – nel cuore del Parco Regionale litorale di Ugento, la vacanza diventa pratica di benessere, grazie ad un mix …

 

 

http://www.mondointasca.org/2016/06/01/academy-antistress-benessere-lavoro/

http://www.uominiedonnecomunicazione.com/un-viaggio-dal-tempo-nel-paradiso-dellantistress/

 

 

 

 

 

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Insegnare: tra stress, burnout e solitudine.

In Giappone gli unici cittadini che non sono obbligati ad inchinarsi davanti all’imperatore sono gli insegnanti. Il motivo è che i giapponesi sostengono che senza insegnanti non ci possono essere imperatori“.

L’insegnante: uno dei lavori più nobili e difficili. Chi sceglie di “insegnare”, infatti, svolge un ruolo e ricopre mansioni che non si esprimono semplicemente con un trasferire informazioni o nozioni. Insegnare significa “tirar fuori”, educare, agevolare, motivare, comprendere. Un mestiere non semplice, anche perché il contesto scolastico-educativo si inserisce in un quadro più ampio e articolato: organizzazione scuola, società, famiglie. Affermare oggi che insegnare è stressante suona retorico. Eppure, in questo settore, si fa poco o forse nulla!

L’insegnamento appartiene alle “helping-professions” e il rischio potenziale di stress, conflittualità emotive e burnout è elevatissimo. L’insegnante è un mediatore di cultura, un valutatore, un esperto di programmazione didattica, un genitore alternativo e sostitutivo e di fatto, suo malgrado, si trova sovente a fare lo psicologo. Vivere tale pluralità del ruolo è intrinsecamente stressante e il coinvolgimento non è solo cognitivo, ma anche emotivo e motivazionale. Paradossalmente, è ovvio che, prima o poi, l’insegnante “bruci”!

Se da un lato lo stress va considerato una prima risposta di adattamento dell’organismo innanzi ad una minaccia, superare la fatidica “soglia” apre altri scenari …

sindrome del burnout

La “sindrome del burnout” è stata coniata nei primi anni settanta da Freudenberger, uno psicoanalista che aveva notato come molti colleghi che lavoravano in un ambiente prima gratificante, progressivamente diventavano cinici, freddi con i loro pazienti e depressi. Continuando a studiare tale fenomenologia, presto scoprì che tali caratteristiche potevano essere riscontrate anche in altri ambienti lavorativi.

Si accorse, inoltre, che molte persone soffrivano anche di alterazioni dell’umore, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. Mal di schiena e altri disturbi a livello gastrointestinale si aggiungevano a tale sintomatologia.

Il burnout divenne allora sindrome da esaurimento psicofisico causato dalla vita professionale. La sindrome ha una sorta di escalation e se vogliamo possono essere identificati ben 12 step che “scottano” e che di fatto, riguardano la vita di molte professionalità e in particolare degli insegnanti.

  1. Bisogno compulsivo di mettersi alla prova: inizia spesso con un eccesso di ambizione e un desiderio di affermarsi con colleghi e superiori ma anche con se stessi.

  2. Lavoro sempre più duro: si assumono impegni sempre più incombenti e la persona si percepisce come insostituibile.

  3. Disinteresse verso i propri bisogni: le normali esigenze di socializzazione o quelle più naturali e materiali (dormire, mangiare, stare in famiglia) passano in secondo piano.

  4. Spostamento del conflitto: la vittima intuisce che c’è qualcosa che non va ma non riesce ad identificare l’origine reale dei suoi problemi.

  5. Revisione critica dei valori: l’individuo, progressivamente, effettua una revisione di ciò che prima era importante per lui (amici, svago). Il lavoro diventa l’unica cosa rilevante.

  6. Negazione dei problemi emergenti: intolleranza, cinismo e aggressività emergono. I colleghi vengono ritenuti poco intelligenti e pigri. Le difficoltà avvertite vengono attribuite alle scadenze lavorative e alla mole di attività e non al cambiamento personale.

  7. Isolamento sociale: i contatti e le relazioni sociali si riducono. Il soggetto comincia a perdere speranze e si rifugia, sovente, nel consumo di alcool e droghe.

  8. Cambiamenti comportamentali: la vittima ora diventa paurosa, timida, apatica. Irriconoscibile davanti a familiari e amici. La propria stima svanisce.

  9. Depersonalizzazione: il soggetto perde il contatto con se stesso. Le cose e le persone cominciano a non avere valore.

  10. Vuoto interiore: il vuoto interiore prende sopravvento e la persona cerca, in tutti i modi, di sentirsi attivo in modo mal-adattativo (conforto nel cibo, uso droghe e alcool, …).

  11. Depressione: le persone diventano indifferenti, prive di energia e pervase da un senso di disperazione. Possono manifestarsi i sintomi della depressione. Nulla ormai ha più significato come un tempo.

  12. Sindrome del burnout: la persona crolla in senso fisico e mentale.

 

sindrome da esaurimento psicofisico Mirco Turco

Una ricerca importante in tema di burnout (studio Getsemani) condotto intorno agli anni 2000 ha confrontato quattro macro-categorie di lavoratori dell’amministrazione pubblica: insegnanti, impiegati, personale sanitario, operatori.

I risultati illustrarono che gli insegnanti sono soggetti a una frequenza di patologie psichiatriche da collegare al burnout in misura doppia rispetto agli impiegati, due volte e mezzo rispetto al personale sanitario e tre volte rispetto agli operatori. Il burnout da insegnamento è, di fatto, una problematica riscontrata anche in altri Paesi e non è una “prerogativa” solo italiana.

Cosa fare allora?

Anzitutto, sarebbe importante valutare e controllare bene la diffusione della problematica su più fronti con professionisti del settore. Interventi in ambito scolastico rivolti esclusivamente agli insegnanti sono in realtà rarissimi o addirittura assenti. In un’ottica di prevenzione e benessere negli ambienti lavorativi, si potrebbero adottare anche semplici misure:

  • Riequilibrare le risorse fisiche: mangiare cibi sani, rispettare le pause, praticare esercizio fisico, dormire a sufficienza.

  • Praticare il rilassamento, soprattutto per chi è “intossicato” dal lavoro. Effettuare attività di svago piacevoli, preferibilmente in contatto con la natura.

  • Equilibrio tra corpo e mente: tappa obbligata per stare bene, al pari di raggiungere un qualsiasi successo.

Secondo recenti indagini, circa l’80% degli insegnanti sarebbe stressato. In Inghilterra ogni docente ha a disposizione un medico di base e un professionista della salute psicologica a cui rivolgersi per problematiche professionali e personali. In Francia, il danno derivante da stress correlato alla professione è largamente riconosciuto. In Germania esistono le “stanze del conflitto”, ove i lavoratori si confrontano e si scontrano per rendere palesi i problemi, le difficoltà, le incomprensioni. E in Italia?

Le normative prevedono che il datore di lavoro introduca periodicamente misurazioni dello stress nell’ambiente lavorativo, proprio al fine di individuare fonti e livelli di stress psicologico.

È mio parere che le valutazioni vengano fatte superficialmente e “strategicamente”: nessun datore di lavoro vuole far sapere che l’ambiente lavorativo è stressante! Inoltre, finché gli obblighi vengono raggirati con strumenti, colloqui e questionari né validi né attendibili e utilizzati da personale non formato o tramite procedure on-line, ogni lamentela sul lavoro, sulle organizzazioni, sui lavoratori e sugli utenti, che siano studenti, clienti o semplici cittadini, appare vana.

Controllo dello Stress MIrco Turco

E’ possibile prevenire lo stress e il burn-out negli insegnanti?

Occorrerebbe utilizzare alcuni accorgimenti e strategie operative e pragmatiche: “un grammo di prevenzione vale quanto mezzo chilo di cura” (Maslach). Gli interventi potrebbero essere condotti a più livelli: da quello individuale, a quello organizzativo sino a quello istituzionale.

Adottare cambiamenti del proprio stile di vita è la prima tappa, anche al fine di attuare una vera e propria “decompressione” (staccare la spina). La formazione su determinate tematiche dovrebbe essere obbligatoria (non solo in senso teorico). Oltre a conoscere i rischi, cosa si può fare in senso pratico? Gli attori in campo dovrebbero perciò essere coinvolti in modo attivo e non solo “sulla carta”.

Forse sottovalutiamo ancora lo stress in generale e sopravvalutiamo le nostre potenzialità. Lo stress, talune volte, è solo questione di tempo!

Un’organizzazione che si occupa e si preoccupa del benessere del proprio lavoratore è un’organizzazione intelligente, che investe strategicamente nelle politiche antistress. Non è un caso che una persona stressata renda solo al 20%. Cosa significa questo sul piano educativo e scolastico? E sul fronte sociale in generale?

Gli insegnanti non si limitano solo a insegnare! Sono spesso degli esempi, delle guide. Hanno una responsabilità che non è solo professionale, ma squisitamente personale, sociale, che riguarda il presente ma anche il futuro degli altri, degli studenti, delle loro speranze, convinzioni, illusioni e sogni. Il personale scolastico e in generale quello educativo in tutti gli istituti ed enti, in tutti i livelli, ha l’obbligo di stare e sentirsi bene! Gli esiti della scarsa attenzione a tali questioni sono ben visibili attraverso le cronache odierne …

Oggi, non è più una questione di “riflessione” o di “fare attenzione”. È obbligatorio intervenire strategicamente. Creare un ambiente lavorativo equilibrato e funzionale non deve essere solo una semplice preoccupazione o un mero obbligo legislativo. È un investimento in termini di successo, efficacia, soddisfazione, Qualità. È una questione di nuova Cultura e rappresenta, a mio avviso, la vera mission di ogni scuola, così come di ciascuna organizzazione pubblica e privata.

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Unique Antistress Experience, il nuovo manuale Antistress

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