Mese: gennaio 2017

Controllo dello Stress MIrco Turco

Nella parola “STRESS”, la formula segreta per prevenirlo e affrontarlo

 

 

Controllo dello Stress MIrco TurcoDa svariati anni la ricerca scientifica cerca di dettare dei rimedi, consigli o strategie su come affrontare e gestire lo STRESS. Ognuno di noi sa benissimo che di per sé, un certo livello di stress è positivo, poiché ci aiuta ad essere più attenti, concentrati e “motivati”; migliora cioè la performance! Al pari, se superiamo la fatidica “soglia dello stress”, cominciamo a fare i conti con stanchezza, demotivazione, malanni fisici e psichici, scarsi risultati.

In questa ottica, chiara e risonante per tutti, la solita e giusta domanda è sempre la stessa: come faccio a ridurre o ad affrontare lo stress negativo? Le risposte date ad oggi, non sembrano fare molta “presa” sulle persone, un po’ per la complessità dei possibili interventi e un po’, forse, per pigrizia umana!

Vorrei darvi, così, un facile  schema generale che potete utilizzare per affrontare le situazioni stressogene e per assumere, progressivamente da subito, una vera e propria forma mentis antistress …

Nel termine S-T-R-E-S-S esiste quindi già un efficace rimedio!

S- SCHEDULING: significa che le vostre attività vanno programmate con attenzione, significa che anche gli obiettivi che volete raggiungere vanno ben identificati e che soprattutto ciò che volete può essere programmato in base a come siete fatti e alla realtà che vivete. Significa che non dobbiamo bombardarci di mille cose che dobbiamo fare, quando in realtà è impossibile fare bene ogni cosa. S, significa, quindi programmare e programmarci intelligentemente.

domani_mai

T- TREAT YOUR BODY WELL: tratta bene il tuo corpo! Significa prenditi cura del tuo fisico, attraverso lo sport e una sana alimentazione. Nell’epoca delle varie filosofie e pseudoscienze newage, non scordiamo che siamo anche corpo e che è importante prendersene sapientemente  cura. Ricorda che non basta iscriversi in palestra, devi anche frequentarla! Rispetta un piano alimentare equilibrato, senza eccedere, rispettando il tuo corpo.

dimmi come cammini e ti dirò chi sei mirco turco

R- RELAX: ormai c’è una svalutazione del termine, eppure, molte persone non sanno cosa significa rilassarsi. Allentare le tensioni fisiche e psichiche è oltremodo obbligatorio. Scegli una qualsiasi attività, tra le infinite, che ti distende maggiormente; un’attività che ti permette di “staccare la spina”. Può essere una qualsiasi cosa, dalla più semplice alla più complessa ma deve essere una Tua attività: dallo sport, all’arte, dalla pesca, alla cucina, al semplice passeggiare tra la natura. Coltiva costantemente questa attività.

E- EXPECTATIONS: aspettarsi eccessivamente da noi stessi e dagli altri è un grosso errore. Il perfezionismo genera ansia e persone infelici. Noi siamo soggetti ad errore. È un dato di realtà che sovente ignoriamo. Se un minimo di aspettativa può essere utile e normale, l’anticipazione eccessiva degli accadimenti futuri, prima del loro verificarsi, genera anche apprensione ed ansia. Il perfezionismo genera spesso situazioni conflittuali tra mete prefissate e la possibilità reale per attuarle.

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S- SLEEP: dormire, riposare in modo costante è fondamentale. Il nostro corpo e la nostra mente necessitano di un sonno ristoratore. Le famose 7 ore circa sono indispensabili. Conosco  persone che dicono di dormire molto poco e di “funzionare” molto bene, anzi meglio. È un’illusione. La deprivazione del sonno genera disturbi del comportamento. Occorre quindi riposare sempre sufficientemente ma al pari, non eccedere. Dormire poco o dormire molto non fa mai bene!

Antistress

S- SMILE: quante volte sorridi al giorno? Sorridere è indispensabile nella nostra vita. Il sorriso scatena una tempesta biochimica che fa solo bene. Se sorridi ad un tuo problema, puoi anche affrontarlo. L’eccesso di serietà ed ombrosita’ costituiscono solo ostacoli per te stesso e per la relazione con il mondo. Sorridere implica l’utilizzo di un numero minore di muscoli facciali rispetto a quando siamo incupiti o tristi. Sorridi quindi e circondati di persone sorridenti!

Dottor Mirco Turco Criminologo
Ora che avete un piano schematico, pragmatico, sensato ed operativo, vi rimane solo di adottarlo ed attuarlo. Visualizzate sempre il vostro focus e … perseverate!

Stress e Cardiopatie

Diverse ricerche e studi specialistici affermano, già da alcuni anni, che lo Stress non va sottovalutato. L’espressione “… è solo stress …” è tutt’altro che innocua e nessun medico, né specialista, dovrebbe assumere un atteggiamento superficiale quando “riscontra”, appunto, un certo livello di stress nel proprio paziente.

Le evidenze scientifiche riguardano, inoltre, la correlazione tra disagio psicologico e salute cardiaca: ansia, depressione e quindi stress  sono stati identificati  come  fattore di rischio  per la cardiopatia ischemica. Forse, non è un caso che almeno il 50% dei pazienti con infarto ha avuto precedenti di depressione (studio Interheart). Lo studio in questione ha analizzato i dati di oltre 26mila soggetti provenienti da più parti del mondo e si è concentrato principalmente su alcuni Stress Psicosociali, tra cui, stress familiare, lavorativo e finanziario.
Tutti i fattori di stress sono risultati associati all’infarto miocardico!
Lo stress agirebbe come un vero e proprio “mediatore biochimico” interferendo con la coagulazione del sangue e l’aggregazione delle piastrine, determinando un’ostruzione coronarica e portando all’infarto del miocardio.

Il lavoro è causa di stress per almeno il 60% della popolazione mondiale e lavorare troppo fa male! “Se il vostro paziente parla troppo di lavoro, dovreste subito prescrivere una vacanza”. Tale assunzione dovrebbe essere incisa, a caratteri cubitali, sulle pareti di tutti gli studi di medicina di base.
Secondo una ricerca della Ohio State University, le donne impegnate eccessivamente da un punto nei vista professionale rischiano di più di avere problematiche di salute: superare le 40 ore settimanali aumenterebbe il rischio di diabete, tumore, cardiopatie, artriti. Ovviamente, gli uomini non sono indenni.  Superare le 50 ore (per uomini e donne) significherebbe anche incorrere maggiormente in un ictus.

Il lavoro può dunque diventare una trappola mortale!

scelte

Sindrome del colon irritabile e Ipnosi

La Sindrome del Colon Irritabile è una problematica caratterizzato da ipersensibilità dell’intestino crasso che comporta l’alternarsi fastidioso di stitichezza e scariche diarroiche, accompagnate da dolori addominali.

I sintomi arrivano quasi in modo imprevedibile e interferiscono con la vita quotidiana. Prendere un mezzo pubblico, salire in aereo, fare una fila, diventano situazioni preoccupanti e ansiogene, tanto da far aumentare le condotte di evitamento ed ansia sociale. Frustrazione e depressione possono scaturire da tale problematica, oltre ad un  costante vissuto di imbarazzo.

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Come ormai comprovato da molti studi e dalla stessa psicosomatica, esistono diversi collegamenti tra cervello e intestino. Inoltre,  l’intestino contiene molti neurotrasmettitori simili a quelli cerebrali, assolvendo   anche a funzioni di elaborazione. Sappiamo  che i due organi sono in intimo contatto tra loro,  permettendo così  un’elaborazione di ciò che ci accade e di ciò che viviamo  ad un livello “alto” e uno “basso”.

 

La sindrome del colon irritabile è molto diffusa ed è al contempo, sottovalutata. Sembra che in Italia ne soffra almeno il 18% della popolazione, con una prevalenza tra le donne.
Colpisce soprattutto persone che operano in contesti stressanti o persone che vogliono fare a tutti i costi carriera o che si obbligano a raggiungere standard elevati, tanto che negli USA viene anche chiamata “career woman’s disease” o malattia delle donne in carriera!

Se da un lato la sindrome del colon irritabile è considerata di natura funzionale, dall’altro lato, non sembra ci siano cause organiche  dimostrabili. Essa tende a peggiorare se non affrontata da uno specialista, soprattutto perché comporta disagi psicologici aggiuntivi e a causa dei diffusissimi rimedi “fai da te”!

Nonostante importanti connessioni tra fattori fisiologici e sociali, le cause della sindrome sono però soprattutto psicologiche:

  • Perfezionismo.
  • Conflitto di ruolo, ovvero il modo di rapportarsi al mondo.
  • Tendenza ad auto colpevolizzarsi.
  • Tendenza ad assumersi la responsabilità di qualsiasi evento negativo.
  • Elevati livelli di autocondanna.
  • Autozittirsi, assecondando le altrui esigenze.
  • Sottovalutazione di se stessi.
  • Autoefficacia labile.
  • Evitamento del conflitto.
  • Sviluppo di un  falso sé, per soddisfare le richieste sociali.

Dove Mirco Turco

Rompere lo schema  cognitivo e comportamentale è al pari molto importante per affrontare e gestire la problematica. La persone con sindrome del colon irritabile, sovente, pone un’attenzione selettiva alle sensazioni del corpo ed effettua, successivamente,   un’interpretazione catastrofica di esse. Qualsiasi sensazione viscerale viene rapportata così al problema intestinale e  cominciano ad innestarsi svariati pensieri negativi: “sto male … dovrò scappare in bagno … che figura …”. Ciò comporterà ulteriore stress ed  ansia.

Se da un lato farmacologia e dieta adeguata sono i trattamenti storici, è importante anche un supporto psicologico al fine di ridurre intensità e frequenza dei sintomi, ridurre e gestire stress ed ansia, migliorare la qualità della vita in generale.

Le persone con sindrome del colon irritabile alternano il loro atteggiamento mentale, da chiusura ad apertura; sono persone che  danno e trattengono, legittimano i propri bisogni e li negano, si arrabbiano e reprimono, vivendo sempre in un grande dubbio. L’insicurezza gioca un ruolo fondamentale nella loro vita. La fiducia in sé stessi e l’autostima vacillano quotidianamente.
Dare forma ai propri bisogni, lavorare sull’ipersensibilità alle critiche esterne, superare la passività, dare un nuovo equilibrio alle relazioni, senza paure e sensi di colpa, diventano tappe obbligate di una terapia psicologica della persona con sindrome del colon irritabile.

Alcuni studi specialistici (Webb AN, Kukuruzovic RH, Catto-Smith AG, Sawyer SM, “Hypnotherapy for treatment of irritable bowel syndrome”; Wilson S, Maddison T, Roberts L, Greenfield S, Singh S; dello Birmingham IBS Research Group, “Systematic review: the effectiveness of hypnotherapy in the manaement of irritable bowel syndrome.” Aliment Pharmacol Ther. 2006 Sep 1;24(5):769-80, …), dimostrano come l’IPNOSI sia molto efficace nel trattamento della  Sindrome, poiché non comporta alterazioni strutturali del corpo e riduce le sensazioni dolorose. Inoltre, smuove risorse e potenzialità, mobilitando energie e qualità per affrontare e gestire al meglio la propria esistenza.

Attraverso l’ipnosi e mediante alcune tecniche che possono essere utilizzate dal paziente in piena autonomia, viene ridotto progressivamente l’impatto negativo della sindrome e si riduce l’incidenza dell’ansia. Parallelamente, lo stress derivante viene ridotto e gestito strategicamente, consentendo un riappropriarsi della propria vita e un migliorando globale del benessere dell’individuo.

L’ipnosi non è controproducente e non ha alcun effetto collaterale. Risulta una pratica psicologica e medica sempre più pragmatica e utile per l’equilibrio psicofisico.

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